Daniel Quinn
Uru e la Torre

Traduzione di Dr-Jackal (nrt_ita@libero.it)
Originale tratto da: www.ishmael.org
Le altre opere di Daniel Quinn sono disponibili in italiano nel sito:
NuovaRivoluzioneTribale.uphero.com

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Un giorno, Uru arrivò in una strana terra deserta priva di qualunque edificio a eccezione di una torre immensamente alta.

Si avvicinò a circa cento metri da essa, poi si fermò per ammirarla. Rimase sorpreso quando, dopo alcuni istanti, un'aspra voce lo apostrofò da un altoparlante in cima all'edificio: "Vattene, straniero, altrimenti ti polverizziamo!"

"Sono disarmato!", urlò Uru, mostrando le mani vuote. "Vengo in pace solo per imparare e per portare notizie di altre terre!"

"Non ci servono notizie, straniero", tuonò la voce dalla torre, "ma se sei disposto a portare avvertimenti ai nostri nemici, avvicinati e sali!"

Uru non era sicuro cosa fosse questa storia di portare avvertimenti ai nemici, ma non vide pericolo nel provare a saperne di più. Mentre si avvicinava, comunque, ci fu un'esplosione su un piano intermedio che mandò una doccia di vetro e fumo in aria. Benché momentaneamente sorpreso, era chiaro che non si trattava di un attacco diretto a lui. Osservando la facciata dell'edificio, notò ora che molte finestre sembravano essere state fatte esplodere nello stesso modo; alcune erano state ricoperte di assi e alcune erano ancora voragini aperte. Non avendo istruzioni precise, Uru entrò nell'edificio e prese un ascensore verso il piano più in alto, dove venne salutato con sorprendente giovialità da un gentiluomo di mezz'età di aspetto decisamente ordinario, che disse di chiamarsi Mr. Weathers.

Spiegando l'iniziale ostilità con cui Uru era stato accolto,
Mr. Weathers disse: "Sono sicuro che sa che non si è mai troppo cauti".

"In realtà, si può essere troppo cauti", replicò Uru, ma
Mr. Weathers sembrò non averlo udito - in effetti, sembrava non aver prestato la minima attenzione.

"Guardi qui", disse, conducendo Uru a una finestra, "non è magnifica? E' la nostra vista."

E la vista era davvero magnifica. Sembrava di poter vedere l'intero continente davanti a loro.

"Da un'altezza così imponente", continuò
Mr. Weathers, "i nostri cannoni sono irresistibili contro qualunque invasione.

"Affrontate molte invasioni?", chiese Uru.

"Pochissime", replicò l'altro. "I nostri nemici sannò contro cosa combatterebbero.

Improvvisamente il pavimento tremò sotto di loro, e un momento dopo il suono distante di un'esplosione li raggiunse. Uru guardò interrogativamente il suo ospite.

"Esperimenti per testare degli esplosivi", spiegò
Mr. Weathers.

"Testate esplosivi dentro il vostro stesso edificio?"

"Certamente. Dove sennò?"

"Be', fuori."

Mr. Weathers indirizzò a Uru un sorriso condiscendente e scosse la testa. "Se i nostri scienziati lavorassero fuori, sarebbero vulnerabili ad attacchi nemici. Non ci sogneremmo nemmeno di metterli in pericolo in questo modo."

"Potreste farli rifugiare in un altro edificio."

"Allora, ovviamente, avremmo due edifici da difendere anziché solo uno."

"Sotto attacco, potreste far ritirare i vostri scienziati in questo edificio."

"E' chiaro che non è un esperto di strategia militare", disse
Mr. Weathers con un altro sorriso condiscendente. "Una volta evacuato, l'altro edificio fornirebbe al nemico una copertura nel nostro stesso giardino. Questo avverrebbe anche se lo facessimo esplodere mentre ce ne andassimo."

"Sì, immagino sia vero."

"Non è solo vero, è ovvio", disse offensivamente.

Uru chiese se poteva vedere il resto dell'edificio.

"Be'", disse l'altro, "può vedere parte di esso. Per motivi di sicurezza, non posso mostrarle più di così dei piani superiori, che sono occupati da agenzie governative. I piani residenziali sono subito sotto, poi i piani occupati da centri di rieducazione. Tutti questi sono off-limits, temo."

"E per chi sono i vostri centri di rieducazione?"

"Sono per le persone che sono state sovvertite dal nemico."

"Il nemico?" Uru si guardò attorno perplesso, come se avesse potuto vedere  dei nemici in agguato nelle vicinanze. "Pensavo che i vostri cannoni tenessero i nemici a bada."

"Tutti i nemici esterni, certo. Ma noi siamo stati infiltrati molto tempo fa da agenti ostili al nostro modo di vivere."

"Perché non li avete espulsi?"

Mr. Weathers aggrottò la fronte. "Sono fisicamente indistinguibili da noi, e accuratamente addestrati a parlare come noi, vestirsi come noi e in generale comportarsi come noi."

"Capisco", disse Uru mentre entravano in un ascensore per scendere. "E come corrompono i vostri cittadini?"

"Li portano a credere che il nostro programma di sviluppo militare sia pericoloso per il loro benessere - un'ovvia menzogna, naturalmente."

"E cosa nasconde questa menzogna?"

"Nasconde i loro veri motivi, ossia renderci indifesi contro un attacco." La porta dell'ascensore si aprì su un piano intermedio - una scena desolante, un panorama bombardato di muri distrutti e rovine. Mentre Uru lo fissava a bocca aperta, parte del tetto crollò a pochi metri di distanza, riempiendo l'aria con polvere di gesso.

Mr. Weathers premette un bottone e la porta dell'ascensore si chiuse. Dopo aver osservato altri due piani similmente devastati, Uru disse: "Non vi rendete conto che ogni volta che fate esplodere una bomba in uno di questi piani, indebolite la struttura dell'intero edificio?"

L'altro sorrise amaramente. "Questo è naturalmente ciò che i traditori tra di noi vorrebbero farci credere. Ma noi abbiamo fiducia nella nostra torre. E' rimasta in piedi per centinaia di anni mentre provavamo le nostre armi dentro di essa, e (come vede) non è mai crollata."

"Questo non prova nulla", insistette Uru. "Il fatto che si possano tagliare uno o due fili da una fune senza che si spezzi non significa che se ne possano tagliare dozzine. Ogni muro che distruggete riduce sicuramente la struttura dell'intero edificio, e alla fine tutte le debolezze che avete causato si combineranno dinamicamente per farlo crollare."

"Dato che lei è un estraneo, non ci si può aspettare che capisca o condivida la fiducia che abbiamo nella nostra torre. E' innegabile che centinaia di muri siano stati indeboliti o distrutti. Ma ce ne sono altre migliaia che sono perfettamente solidi, e questi sono quelli che ci permettono di continuare a vivere al sicuro in cima." Quando la porta dell'ascensore si aprì ancora, Uru vide che avevano raggiunto il piano terra.

"Per favore, non pensi di averci ingannati", disse
Mr. Weathers. "Non le abbiamo fatto fare questa visita nella nostra torre perché pensavamo che fosse il semplice viaggiatore che finge di essere. Sappiamo che lei è una spia nemica e volevamo che vedesse che i suoi tentativi di danneggiarci sono falliti. Rimaniamo forti e determinati nella nostra decisione di mantenere le nostre difese."

"Capisco", disse Uru di nuovo, uscendo.

"Questo è anche il motivo per cui non l'abbiamo giustiziata non appena l'abbiamo avuta in nostro potere. Vogliamo che riferisca ai suoi padroni ciò che ha osservato qui oggi."

"Lo farò certamente", disse Uru, aggiungendo sottovoce: "Se mai li incontrerò."

Incamminandosi verso l'orizzonte occidentale, aveva fatto solo poche centinaia di passi quando un'altra detonazione dall'interno della torre gli fece ingobbire le spalle, come aspettandosi di venire colpito da dei detriti.



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