Daniel Quinn
La tecnologia e l'altra guerra


Traduzione di Dr-Jackal (nrt_ita@libero.it)
Originale tratto da: www.ishmael.org
Le altre opere di Daniel Quinn sono disponibili in italiano nel sito:
NuovaRivoluzioneTribale.uphero.com

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Discorso tenuto da Daniel Quinn alla Conferenza Student Pugwash sulle "Tecnologie per la pace", Carnegie Mellon University, 1997.


Non ho intenzione di parlare a lungo, perché la mia esperienza mi dice che le persone che hanno letto i miei libri arrivano sempre cariche di domande che per loro sono molto più importanti di qualunque cosa io possa sognarmi in anticipo di dire.

Quattro anni fa, uno degli organizzatori del Minnesota Social Investment Forum mi chiamò per chiedermi se mi sarebbe piaciuto parlare alla loro riunione annuale. Si trattò in effetti di uno dei primi inviti a tenere un discorso che abbia mai ricevuto, e devo dire che mi rese molto perplesso. Perché un gruppo di investitori - sociali o di altro tipo - avrebbe dovuto pensare che avessi qualcosa da dirgli? Non so nulla di investimenti, non ho mai scritto una sola parola a riguardo.

L'anno seguente ricevetti un invito a parlare a una sorta di comitato esecutivo composto da rappresentanti di ogni dipartimento di un sistema ospedaliero regionale centrato ad Albuquerque, New Mexico - ognuno dei quali aveva letto il mio lavoro. Non c'è bisogno di dirlo, ne rimasi perfino più perplesso. Sono una miniera di informazioni sugli investimenti, in confronto a ciò che so sugli ospedali e sulla sanità.

L'inverno scorso sono stato contattato da qualcuno in connessione con il Woodlands Group, un'associazione informale di professionisti delle risorse umane e di specialisti di sviluppo organizzativo che si incontrano quattro volte all'anno da qualcosa come vent'anni. Ogni riunione è incentrata su un libro che ha un contributo unico da apportare a loro e al loro lavoro. La riunione di questa primavera sarebbe stata incentrata su due dei miei libri, Ishmael e The Story of B. La domanda per me era: sarei stato disposto ad andare a interagire con loro per i tre giorni della loro riunione? Ho solo una vaga idea di ciò che fanno i
professionisti delle risorse umane e gli specialisti di sviluppo organizzativo, ma naturalmente accettai.

E poi, naturalmente, c'è stato l'invito a parlare al gruppo qui presente, che si è riunito per discutere di qualcosa chiamato "Tecnologie per la pace". Sono molto lontano dall'essere un esperto di investimenti sociali, di sanità, di risorse umane, di sviluppo organizzativo O di tecnologia - ma sono andato lì e ora sono venuto qui. Perché? Non "perché sono qui?", ma piuttosto "perchè sono stato invitato?"

Condividerò la risposta con voi, perché penso che
in realtà possa essere più importante e più utile per voi di qualunque cosa abbia da dire sulla tecnologia. Se chiedeste a tutte quelle persone PERCHE' mi abbiano invitato a parlare di argomenti che apparentemente non sono qualificato per trattare, penso che dovreste faticare parecchio per ottenere una singola risposta coerente. Ma eccola qui. La caratteristica del mio lavoro che affascina tutti questi diversi punti di vista è questa: io seguo una strana regola che può venire applicata utilmente a ogni argomento, che si tratti di investimenti sociali, di sanità, di risorse umane o di tecnologie per la pace. Eccola: SE TI DANNO CARTA RIGATA, SCRIVI DI TRAVERSO.

Ci vengono continuamente presentati fogli di carta rigata su cui ci si aspetta che scriviamo i nostri pensieri, le nostre vite e, in effetti, i nostri futuri. Niccolò Copernico ricevette un'intera risma di fogli rigati alla fine del quindicesimo secolo, e alcune di quelle righe rappresentavano la struttura fisica dell'universo, per come veniva compresa a quell'epoca. Sarebbe stato perfettamente possibile per lui essere un
astronomo rispettato, se avesse lavorato all'interno delle righe del sistema tolemaico. Ma poiché alla fine capì che doveva scrivere di traverso rispetto quelle righe, sapeva che il suo lavoro più importante, De Revolutionibus Orbium Coelestium (1543) non avrebbe potuto venire pubblicato fino a dopo la sua morte. Albert Einstein ricevette un simile fascio di fogli rigati da giovane, ma la sua era un'epoca diversa. Quando girò il foglio di traverso e cominciò a lavorare sulla sua teoria della relatività, questa venne riconosciuta molto in fretta come un contributo importante. Darwin, Freud e Marx sono altri esempi molto famosi di persone che hanno preso la carta rigata che era stata data loro e l'hanno girata di traverso per compiere dell'importante lavoro che ha cambiato il mondo.

Lasciate che vi dia un esempio di alcune delle righe che si possono trovare sui fogli che avete ricevuto finora - voi, io e chiunque cresca in questa cultura. "Dato che abbiamo una popolazione in crescita, dobbiamo trovare il modo di aumentare la produzione di cibo. Aumentare la produzione di cibo è una cosa essenziale e indubbiamente benefica." Queste sono le righe sulla carta che ci è stata data. Ma quando io giro il foglio di traverso e scrivo: "La produzione alimentare è il carburante della nostra esplosione demografica e più l'aumentiamo, più carburante forniamo all'esplosione", tutti danno di matto. Non sto scrivendo all'interno delle righe!

La carta che riceviamo fornisce le righe non solo per singole opinioni nella nostra cultura, ma per opinioni contraddittorie. Per esempio, c'è un insieme di righe per scrivere a favore della pena di morte e una serie di righe per scrivere contro di essa, e le conosciamo tutte. Quando scrivete in suo favore, dite: "Alcuni crimini meritano questa punizione definitiva, e funge anche da deterrente". Quando scrivete contro di essa, dite: "Nessun crimine si merita questa punizione definitiva, e NON funge da deterrente". Potete usare entrambi gli insiemi di righe - ma solo un pensatore originale gira il foglio di traverso e dice: "La punizione non è un valore, per me, e la deterrenza non può mai venire dimostrata in nessun modo conclusivo. Quindi, dove andiamo da qui?"

C'è un insieme di righe per scrivere in favore dell'aborto e un insieme di righe per scrivere contro di esso, e se girate quel foglio di traverso e scrivete infrangendo quelle righe, vi conviene farlo in modo anonimo - o trasferirvi sulla luna. C'è perfino un insieme di righe per scrivere in favore della tecnologia e uno per scrivere contro di essa. Ecco qualcuno che scrive contro di essa: "La Rivoluzione Industriale e le sue conseguenze sono state un disastro per la specie umana. Hanno aumentato di molto l'aspettativa di vita di quelli di noi che vivono in nazioni 'avanzate' ma hanno destabilizzato la società, hanno reso la vita insoddisfacente, hanno sottoposto gli esseri umani a indegnità, hanno portato a una sofferenza psicologica diffusa (e nel Terzo Mondo anche a una sofferenza fisica) e hanno inflitto gravi danni al mondo naturale. Il continuo sviluppo della tecnologia peggiorerà la situazione. Assoggetterà sicuramente gli esseri umani a indegnità ancora più grandi e infliggerà danni ancora peggiori al mondo naturale, porterà probabilmente a un degrado sociale e a una sofferenza psicologica ancora maggiori e potrebbe portare a maggiori sofferenze fisiche perfino nelle nazioni 'avanzate'." I media hanno elevato l'autore di questi luoghi comuni al livello di genio, perché un folle è sempre più interessante se è un genio. Si tratta di Dheodore Kaczynski, l'Unabomber, che sembrava credere di dire qualcosa di terribilmente originale nella sua pesante polemica intitolata "La società industriale e il suo futuro".

Potreste essere sorpresi di scoprire quante persone concordino con la linea di pensiero dell'Unabomber - o forse no, non ho modo di saperlo. Negli ultimi decenni sono comparse delle righe molto spesse riguardanti il concetto di "naturale". I cibi naturali sono buoni cibi, cibi che ci arrivano direttamente dalla natura, senza l'aggiunta di coloranti o conservanti artificiali. Questa credenza è stata estesa in ogni direzione. I vestiti fabbricati con fibre "naturali" contribuiscono a uno stile di vita più "naturale". Shampoo fatti con ingredienti "naturali" sono presumibilmente migliori per i vostri capelli degli shampoo fatti con ingredienti sintetizzati in laboratorio. Pensare lungo queste righe ha prodotto, attraverso una sorta di magia empatica, la credenza che qualunque cosa sia fatta dall'uomo sia innaturale, e quindi insalubre e probabilmente malvagia. Se qualcosa ci viene dalle api, dalle pecore o dai fiori, è naturale e a posto, ma se ci viene dagli umani è innaturale e nociva. La stessa umanità ha gradualmente cominciato a venire percepita come INNATURALE - come se in qualche modo non appartenesse più alla natura. Quando un castoro abbatte un albero, è un evento "naturale". Quando lo abbatte un uomo, è un evento innaturale - malvagio, empio.

La tecnologia, in questo contesto - per usare le parole di Kaczynski - ha reso la vita insoddisfacente, ha
sottoposto gli esseri umani a indegnità, ha portato a diffuse sofferenze fisiche e psicologiche e ha inflitto gravi danni al mondo "naturale" - ossia quel mondo a cui gli umani non appartengono.

Scrivere infrangendo queste pesanti righe è stato molto faticoso. Quelli di voi che hanno letto Ishmael o qualunque mio libro sanno che il mio obiettivo è stato di reinterpretare la storia della nostra specie in quanto membro della generale comunità della vita - non come la specie dominante, o come quella deputata a sorvegliare le altre, o come il membro più importante di quella comunità, o come il singolo punto culminante che l'universo si è sforzato di raggiungere per gli ultimi quindici miliardi di anni.

Quando l'umanità viene ristretta alle stesse dimensioni delle altre specie nella comunità, la distinzione tra "naturale" e "innaturale" diventa davvero molto difficile da vedere. Per esempio, perché il sistema di sentieri di un cervo dalla coda bianca è "naturale" ma un'autostrada è "innaturale"? Perché il nido di un uccello è "naturale" ma l'edificio in cui ci troviamo è "innaturale"? Una risposta istintiva è che gli uccelli costruiscono il nido con materiali "naturali" e noi no. Ma a quel punto si potrebbe chiedere perché fil di ferro, cotone, lacci, carta, fibra di vetro e perfino cemento vengono spesso trovati nei nidi degli uccelli. Qualcuno in Texas recentemente ha trovato un nido di corvo costruito interamente di filo spinato. Gli impiegati di un ufficio californiano una volta hanno trovato un nido di scricciolo costruito interamente con materiali da ufficio - cose come puntine, spille, graffette, elastici e così via - non un solo frammento di materiale cosiddetto "naturale".

Gli antenati degli uccelli non volavano - e non lo facevano nemmeno i nostri. Le creature che chiamiamo uccelli alla fine TROVARONO un modo per volare - come abbiamo fatto noi. Non è facile spiegare perché questa transizione  stata "naturale" per gli uccelli ma NON naturale per noi. Se restituiamo concettualmente all'umanità il proprio posto nella comunità della vita, diventa difficile capire come QUALUNQUE COSA facciamo sia "innaturale". In effetti (mi pare), questa distinzione tra naturale e innaturale che sentiamo fare così spesso - soprattutto riferita alla tecnologia - è tanto scarsamente basata sulla realtà quanto la distinzione tra droghe ricreative approvate e non.

Gli oratori a eventi come questo ricevono sempre dei fogli rigati all'inizio. Non è una critica. L'argomento di ogni evento (come affermato nel suo titolo) è specificamente INTESO perché fornisca delle righe. Recentemente ho tenuto un discorso all'annuale riunione dell'Associazione Nordamericana per l'Educazione Ambientale, e l'argomento di quella riunione era "Tessere connessioni: culture e ambienti". Ora, queste erano righe molto vaghe, così sfumate che in pratica potevano anche essere ignorate. Il risultato è stato che non ho neanche dovuto girare il foglio di traverso, mi sono limitato a parlare di quello che avevo in mente, il che è fondamentalmente ciò che volevano che facessi in ogni caso.

L'argomento di QUESTO evento, "Tecnologie per la pace", presenta una sfida di tipo completamente diverso. Qui ci sono delle righe molto chiare, e vorrei passare alcuni minuti a esaminarle.

Ciò che si comprende immediatamente è: tecnologie per la pace - contro tecnologie per la guerra. Non si tratta, per esempio, di tecnologie per la pace contro tecnologie per il commercio o di tecnologie per la pace contro tecnologie per le comunicazioni. La dicotomia su cui concentrarsi è quella tra pace e guerra.

A ogni occidentale culturalmente letterato verrà subito in mente un basilare frammento di saggezza proveniente dalla Bibbia, quando si parla di tecnologie belliche contro tecnologie per la pace. Eccolo, dal secondo capitolo di Isaia:

"Egli giudicherà tra nazione e nazione e sarà l’arbitro fra molti popoli; ed essi delle loro spade fabbricheranno vomeri d’aratro, e delle loro lance, roncole; una nazione non leverà più la spada contro un’altra, e non impareranno più la guerra."

Questa è una famosa immagine di persone che rinunciano alla guerra per la pace - a meno che non abbiate l'abitudine di seguire la mia regola. Se girate questo foglio rigato di traverso, quello che vedete in questa storia di trasformare spade in vomeri e lance in roncole non è gente che passa dalla guerra alla pace, ma piuttosto gente che passa da un tipo di guerra a un altro - da una guerra inTRAspecie a una guerra inTERspecie. Dalla conquista di altre nazioni alla conquista della natura - la guerra mitologica che i membri della nostra particolare cultura hanno intrapreso negli ultimi diecimila anni.

Il vomere dell'aratro è sempre stato considerato, dalla nostra cultura, la spada da seguire per tutto il pianeta. L'hanno seguita fuori dalla Mezzaluna Fertile a oriente, verso India e Cina, l'nanno seguita verso nord in Europa, e finalmente l'hanno seguita verso occidente nel Nuovo Mondo.

Il primo grande miglioramento alle "tecnologie per la pace" nel Nuovo Mondo potrà essere stata la sgranatrice di cotone, ma il secondo fu più importante. Si trattò dell'aratro di John Deere, chiamato "l'aratro che conquistò l'Ovest". Tutti nell'America del diciannovesimo secolo comprendevano il riferimento militare di questo soprannome. Spade e pistole non ci hanno fatto conquistare l'Ovest, anche se dovevamo averle per scacciare gli indiani. Ci volle un aratro per farci conquistare l'Ovest - un aratro che potesse penetrare il suolo intransigente e mai coltivato prima delle Grandi Pianure.

Ho tirato in ballo tutto questo perché è importante che non vi inganniate pensando che qualunque tecnologia che non usiamo come arma l'uno contro l'altro sia automaticamente una tecnologia pacifica. Non esistono tre tipi di tecnologia in questo discorso, ma tre. Ci sono le tecnologie per la pace, le tecnologie che usiamo per conquistarci l'un l'altro e le tecnologie che usiamo per conquistare il mondo - tecnologie per quella che ho definito "l'altra guerra".

Le tecnologie per l'Altra Guerra necessitano di particolare attenzione, perché ho paura che molte persone le scambieranno davvero per tecnologie per la pace, e questo è un errore molto pericoloso. Questo perché, stranamente, le guerre che intraprendiamo contro altre specie non sono meno dannose PER NOI delle guerre che intraprendiamo l'uno contro l'altro.

Due esempi vi mostreranno perché. Due esempi basteranno, perché ci sono fondamentalmente due tipi di specie a cui dichiariamo guerra: quelle specie che possiamo distruggere facilmente fino all'ultimo esemplare e quelle specie che non possiamo facilmente distruggere fino all'ultimo esemplare. Ho paura che larga parte della nostra attuale gamma di "tecnologie per la pace" sia dedicata a queste guerre.

E' relativamente facile per noi distruggere specie di grandi dimensioni che si riproducono lentamente, come gli elefanti, le giraffe, i gorilla, i bisonti, i lupi, i coyote, i colombi migratori, le tigri siberiane, le balene, i condor della California, e così via. Alcune di queste sono già estinte, e probabilmente la maggior parte di quelle che ho nominato lo diventerà durante la vostra vita. Queste grandi specie a lenta riproduzione per la maggior parte non stanno venendo uccise direttamente dalla tecnologia. Stanno venendo obliterate dalla nostra esplosione demografica - che riceve un aiuto essenziale dalle tecnologie che nella nostra cultura sono percepite come tecnologie non solo pacifiche ma addirittura divine. Un famoso esempio recente è la ben nota "Rivoluzione Verde", una tecnologia che ci ha reso possibile aumentare la nostra popolazione da tre a sei miliardi in appena 35 anni. Questo sacro lavoro continua, naturalmente, in ogni scuola agraria del mondo, dove ogni ricercatore sta diligentemente lavorando per darci gli strumenti che ci permetteranno di aumentare la nostra popolazione da sei a dodici miliardi in altri 35 anni.

Fino a duecento specie - perlopiù della varietà grande e a lenta riproduzione - si estinguono ogni giorno perché sempre più della capacità portante della Terra sta venendo sistematicamente convertita in capacità portante UMANA. Queste specie stanno venendo bruciate, affamate, spremute fuori dall'esistenza - grazie a tecnologie che la maggior parte delle persone, temo, considera tecnologie per la pace. Spero che non passerà troppo tempo prima che le tecnologie che sostengono la nostra esplosione demografica comincino a venire percepite come non meno pericolose per il futuro della vita su questo pianeta della costante produzione di rifiuti radioattivi.

Siamo molto simili a persone che vivono in cima a un grattacielo e che ogni giorno provocano due o tre esplosioni ai piani inferiori, indebolendo e perfino demolendo dei muri. Tuttavia, finora l'edificio è rimasto in piedi, e i piani superiori in cui viviamo sono ancora in cima. Ma se continueremo a provocare due o tre esplosioni al giorno ai piani inferiori, eventualmente e inevitabilmente una di queste esplosioni causerà un indebolimento critico - un indebolimento che si combinerà dinamicamente con tutti gli altri indebolimenti e farà crollare l'intero edificio.

Possiamo dire: "Sì, è vero che causiamo l'estinzione di duecento specie al giorno, ma ci sono ancora decine di milioni - centinaia di milioni - di specie tra noi e la catastrofe". Possiamo DIRLO, ma il semplice numero non è una garanzia perché, come per i bombardamenti casuali nel grattacielo, non c'è modo di sapere quale estinzione sarà quella che si combinerà improvvisamente con migliaia di altre per far crollare l'intera struttura.

Questo mi porta all'altro tipo di specie con cui siamo in guerra - le specie piccole che si riproducono rapidamente. Specie di questo tipo diventano nostre nemiche per una di queste tre ragioni: invadono i nostri campi e mangiano il nostro cibo, invadono le nostre case e ci rendono nervosi, o invadono i nostri corpi e ci rendono malati. Sono tutte piuttosto ovvie. Il primo tipo sono gli insetti e i funghi che si cibano dei nostri campi. Il secondo tipo sono le creature come gli scarafaggi, le pulci e le termiti. Il terzo tipo sono batteri e virus.

La strategia tecnologica che abbiamo perseguito nell'affrontare queste creature piccole e a rapida riproduzione è stata notevolmente ottusa. Messa in modo molto semplice, fin troppo spesso abbiamo agito come se potessimo far estinguere queste specie fino all'ultimo esemplare nello stesso modo in cui potremmo farlo con panda o elefanti. Fin troppo spesso abbiamo agito come se più ne uccidessimo e più ci avvicinassimo alla loro estinzione. Ma naturalmente questo costituisce un fraintendimento fondamentale della realtà biologica.

Quello che abbiamo ottenuto, invece, è stato di renderci gli agenti principali della selezione naturale di queste specie nemiche. I nostri insetticidi non hanno ucciso fino all'ultimo esemplare delle specie contro cui li abbiamo usati. Ne hanno ucciso l'80% composto dai membri più vulnerabili ai loro effetti letali, e hanno lasciato in vita a riprodursi il 20% meno vulnerabile. Generazione dopo generazione, stiamo in effetti PRODUCENDO una popolazione di insetti sempre più resistenti ai nostri insetticidi. Se VOLESSIMO produrre questi insetti, questo sarebbe esattamente il modo in cui farlo!

Allo stesso modo, temo, stiamo sistematicamente sviluppando insetti che infestano le nostre case sempre più resistenti agli insetticidi che usiamo contro di essi.

L'inefficacia della nostra strategia tecnologica verso le specie piccole e a rapida riproduzione è perfino più evidente - e più inquietante! - quando si tratta degli organismi alla base delle malattie umane. Nelle aree del pianeta dove gli antibiotici vengono usati più frequentemente e spesso sono disponibili senza neanche bisogno di prescrizioni, stanno spuntando dei resistenti "super-organismi" con una frequenza allarmante. In Africa sono comparsi dei batteri resistenti alla penicillina. In Francia e in Inghilterra, l'Enterococcus, un batterio che causa infezioni sanguigne, è diventato resistente alla vancomicina alla fine degli anni Ottanta. Gli ospedali di Atlanta hanno recentemente incontrato uno stafilococco mortale che è a solo un passo di distanza dal divenire completamente immune a ciò che attualmente è l'ultimo antibiotico efficace contro di esso. In Madagascar è comparso un ceppo di peste immune ai normali antibiotici.

Dev'essere tenuto a mente che questo non è nulla di vagamente simile alla "natura che contrattacca". Questa è semplicemente la natura che opera esattamente come sappiamo che opera, nel modo in cui ha operato per qualcosa come tre miliardi e mezzo di anni. Come ho detto, se VOLESSIMO produrre un batterio resistente a un antibiotico, questo è esattamente il modo che dovremmo usare. Ne uccideremmo il più possibile da una coltura di batteri e lasceremmo che i sopravvissuti si riproducessero. Poi uccideremmo il più possibile dei batteri di questa nuova generazione e lasceremmo che i sopravvissuti producessero un'altra generazione. E così via. Alla fine, sicuramente, produrremmo una generazione completamente immune al nostro antibiotico - e questo è proprio ciò che stiamo facendo in tutto il pianeta.

Non che stia cercando di allarmarvi. [Scherzando.] Farò meglio a concludere dicendo che sono decisamente A FAVORE delle tecnologie per la pace. Allo stesso tempo, faremmo meglio a renderci conto che ALCUNE tecnologie per la pace sono in realtà più dannose di QUALUNQUE tecnologia bellica.


Daniel Quinn.

(Scarica in: PDF, DOCEPUB, LIT, MOBI, FB2)



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