Daniel Quinn
Protendersi verso il futuro con tutte e tre le mani


Traduzione di Dr-Jackal (nrt_ita@libero.it)
Originale tratto da: www.ishmael.org
Le altre opere di Daniel Quinn sono disponibili in italiano nel sito:
NuovaRivoluzioneTribale.uphero.com

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Discorso tenuto alla Kent State University per il Giorno della Terra, 1998.


Alcuni giorni fa mi sentivo depresso e ho detto a mia moglie Rennie: "Non vedo perché dovrei tenere QUESTO discorso alla Kent State University. Perché non posso parlare di qualcosa che faccia tornare tutti a casa sentendosi in pace e con un sorriso sul volto?"
"Be', perché non lo fai, allora?" ha detto Rennie. "Perché hai deciso di parlare di questo argomento, tanto per cominciare?"
"Perché è l'argomento più importante del mondo, al momento", le ho detto.
"Ma perché devi affrontarlo TU?"
"Perché NESSUN ALTRO lo sta facendo, almeno non per il pubblico generico."
"Allora immagino che tu sia incastrato, no?", ha detto Rennie.

Ho pensato di cominciare con questa storiella, giusto per farvi capire cosa sto facendo qui.

Il saggio frigiano Epitteto ha detto: "Ogni cosa ha due manici: con uno si può reggere, con l'altro no.". Il saggio che vi sta davanti oggi dice: "Esiste un terzo manico su un altro lato, ma può essere afferrato solo da persone che si rendono conto di avere una terza mano con cui afferrarlo."

Penso che il motivo per cui la gente mi invita a parlare in occasioni come questa è che percepiscono vagamente, dalla lettura dei miei libri, che ho una terza mano che uso per afferrare cose per cui molte persone usano solo due mani.

Vogliono vedere cosa un uomo con tre mani può tirare fuori da qualunque argomento stiano esplorando - che si tratti di investimenti sociali, di riforme sanitarie o del futuro delle industrie nel 21esimo secolo.

La nostra è una cultura ossessivamente dualista. Per esempio, abbiamo ogni sorta di gioco a due partecipanti - scacchi, dama, tennis, boxe, biliardo, e così via - ogni sorta di gioco a due squadre - bridge, football, baseball, calcio, basket, e così via. E abbiamo ogni sorta di gioco a più partecipanti (poker, baccarat, gare di atletica, gare sciistiche, e così via). Ma non abbiamo nessun tipo di gioco a tre. Non vedrete mai da nessuna parte scendere in campo
tre squadre.

Il nostro sistema di giustizia è intrinsecamente dualista. Ci devono essere l'accusa e la difesa, il querelante e il convenuto - un vincitore e un perdente, sempre. Tutti ODIANO una giuria indecisa.

Tutti danno per scontato che ci siano esattamente due lati in ogni discussione. Quando si tratta di aborto, per esempio, c'è il lato a favore della libertà di scelta e il lato per la vita, e la gente che non ha scelto nessuno di questi due lati non rappresenta un terzo lato, semplicemente non rappresenta alcun lato. Lo stesso vale per questioni come i diritti degli animali, la pena di morte e la legalizzazione delle droghe.

I mezzi di informazione giocano un ruolo fondamentale nel plasmare la realtà sotto forma di questioni con soli due lati. Molto spesso il dualismo non è chiaramente visibile nello sviluppo di nuove situazioni. Il processo basilare di raccolta delle informazioni aiuta a chiarire - o fabbrica - il dualismo desiderato. Se un esperto dice che X è fantastico, ci si aspetta che il giornalista trovi un altro esperto che dica che X è terribile - o che Y è molto più fantastico di X. Questo è, per la maggior parte, ciò che rende una storia una NOTIZIA.

Quando si è trattato dell'ambiente, non è stato così facile polarizzare la comunità. Dove si può mandare un giornalista a raccogliere opinioni CONTRO l'acqua pulita? Oppure CONTRO l'aria pulita? Ovviamente TUTTI vogliono acqua e aria pulita. La questione doveva venire ricostruita in modo da non avere tutti dalla stessa parte - e così è stato fatto. Dopo vari aggiustamenti e manipolazioni, venne trovato un modo per rappresentare gli interessi dell'ambiente come se fossero contrapposti agli interessi delle PERSONE. Questo è piuttosto sconcertante, ma è così che viene presentata la questione. Non puoi essere a favore sia delle persone che dell'ambiente - devi scegliere un delle due fazioni. Questo è un esempio interessante in cui si è presa una cosa che originariamente presentava un solo manico e la si è rigirata in modo da esporre due manici - nascondendo così il terzo manico.

La corsa agli armamenti tra gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica cominciò quando avevo dieci anni, quindi ho potuto osservare l'intera corsa dall'inizio alla fine. Sono sicuro che tutti sappiate com'è andata. Noi abbiamo costruito una bomba atomica, loro ne hanno costruita una. Noi abbiamo costruito una bomba all'idrogeno, loro ne hanno costruita una. Noi abbiamo costruito un missile intercontinentale, loro ne hanno costruito uno. Noi abbiamo puntato venti missili contro di loro, loro ne hanno puntati trenta contro di noi. Noi ne abbiamo puntati cento contro di loro, loro ne hanno puntati duecento contro di noi, e così via. Era una corsa senza traguardo (eccetto la catastrofe). Apparentemente, era una corsa che nessuno poteva né vincere né abbandonare.

Come immaginerete, la corsa agli armamenti aveva due manici. Si poteva prendere una delle due posizioni. Se eravate un Falco, dicevate Meglio morto che rosso, se eravate una Colomba, dicevate Meglio rosso che morto, e ogni candidato alla presidenza doveva parlare in modo abbastanza duro da placare i Falchi ma anche in modo abbastanza gentile da placare le Colombe.

Poi, a metà degli anni Sessanta, apparve una generazione di ragazzi che non davano alcun valore a nessuna di queste due posizioni. Erano stufi della corsa agli armamenti, e cominciarono a cercare un terzo punto di vista su questa faccenda. In effetti, cominciarono a sembrare dei mostri a tre mani. Durante la Democratic National Convention del 1968, la polizia di Chicago dichiarò loro guerra, e il sindaco diede ordine di "sparare per uccidere". Dopo un paio d'anni, come sono sicuro che tutti sappiate, altri mostri a tre mani attuarono una protesta contro l'invasione della Cambogia proprio qui alla Kent State University. Dopo che la Guardia Nazionale uccise quattro di loro, la gente cominciò a capire quanto fossero davvero pericolosi questi mostri. Era ora di sparare a vista ogni volta che si avvistava qualcuno che desse segno di avere tre mani.

Ma i giovani di quella generazione alla fine non riuscirono a trovare la terza maniglia che cercavano. Venne trovata - come probabilmente era destino che accadesse - da un leader sovietico, Mikhail Gorbacev, che ci disse: "Vi farò qualcosa di davvero orribile. Vi priverò di un nemico." Concluse la corsa agli armamenti nell'unico modo in cui una corsa simile PUO' venire conclusa - tirandosene fuori.

Tutti nel mondo sapevano che la corsa agli armamenti era pericolosa - globalmente pericolosa, mortalmente pericolosa - per l'intera razza umana e per il pianeta stesso. Oggi sono qui per parlarvi di un'altra corsa, non meno globalmente e mortalmente pericolosa - per l'in
tera razza umana e per il pianeta stesso. In un certo senso è ancora più pericolosa della corsa agli armamenti - innanzitutto perché quasi nessuno è consapevole della sua esistenza, e poi perché quasi nessuno vuole fermarla.

Sto parlando della corsa al cibo - la corsa per produrre abbastanza cibo da nutrire la nostra popolazione in crescita.

Ci sono persone al mondo - persone calme, intelligenti, ragionevoli - che pensano che abbiamo già superato il limite, che perfino la nostra attuale popolazione di sei miliardi non possa venire nutrita sostenibilmente su questo pianeta. Non ho prove che abbiano ragione - e di sicuro spero che abbiano torto. Ma sei miliardi non sono nemmeno lontanamente allarmanti quanto i dodici miliardi che diventeremo nel corso della vostra vita, se continueremo a crescere a questo ritmo.

Ora - naturalmente! - ci sono due punti di vista in questa faccenda. Ho recentemente letto un articolo della Associated Press che riferiva che gli scienziati alimentari sono fiduciosi di poter VINCERE la corsa al cibo. Per quando ci saranno dodici miliardi di noi, saranno in grado di SFAMARNE dodici miliardi. Questo rappresenta una vittoria. Quindi: non preoccupatevi, gente. Gli scienziati sono sicuri che il cibo alla fine trionferà sulla popolazione. Questo è un punto di vista.

L'altro punto di vista è quello dell'Unione degli Scienziati Preoccupati. Nel loro "Avvertimento all'umanità" (cache), dicono: "Dobbiamo stabilizzare la popolazione", il che naturalmente è ineccepibile. Ma poi continuano dicendo: "Questo sarà possibile solo se tutte le nazioni riconosceranno che questo richiede un miglioramento delle condizioni socioeconomiche e l'adozione di misure volontarie di pianificazione famigliare." Ho paura che affidarsi a questo punto di vista sia un atto di fede che non ha virtualmente nulla a che vedere con la scienza, ma è facile da fare perché significa che, in realtà, nessuno deve fare niente a parte pregare che un giorno, tramite qualche processo magico e sconosciuto, tutte le nazioni del mondo miglioreranno le loro condizioni socioeconomiche e adotteranno misure efficaci e volontarie di pianificazione famigliare.

E' stata la mia croce sobbarcarmi il compito ingrato di portare alla luce il terzo punto di vista su questa faccenda. E' una realtà biologica semplice e ben nota - ben nota almeno a biologi ed ecologi - che una corsa alimentare come quella che ho descritto non può essere vinta più di quanto potesse esserlo quella agli armamenti - e per la stessa ragione. Perché nessuna delle due corse ha un traguardo - a parte la catastrofe. Non si può vincere una corsa agli armamenti con il tuo nemico, perché ogni avanzamento che apporterai al tuo arsenale causerà un avanzamento dell'arsenale del tuo nemico, il che naturalmente causerà un ulteriore avanzamento del TUO arsenale, che stimolerà un altro avanzamento del SUO arsenale, e così via, in un'escalation infinita.

Allo stesso modo, il cibo non può vincere una corsa con la popolazione, perché ogni avanzamento della produzione di cibo causa un avanzamento della popolazione. Questa non è un'affermazione accettata rapidamente o felicemente dalla maggior parte dei membri del pubblico, perché, temo, la maggior parte dei membri del pubblico non capisce davvero la connessione tra cibo e popolazione. Motivo per cui mi prenderò alcuni minuti per spiegarla.

Se recintate il parcheggio di un centro commerciale e ci mettete dentro un toro e una mucca, insieme a una balla di fieno al giorno, presto avrete tre o quattro mucche. Ma non importa quanto aspetterete, NON avrete trenta o quaranta mucche - non con una balla di fieno al giorno. Se volete avere trenta o quaranta mucche, dovrete gettare dieci balle di fieno oltre la recinzione ogni giorno. Naturalmente, avranno anche bisogno di aria e acqua - ma tutta l'aria e l'acqua del mondo non trasformeranno tre o quattro mucche in trenta o quaranta, se mancano quelle dieci balle di fieno al giorno. Non si possono creare mucche dalla luce del sole, dagli arcobaleni o dai raggi lunari. Ci vuole il fieno.

Ora, quando avete le vostre quaranta mucche, non dovete cominciare a gettare undici balle di fieno oltre la recinzione. Se ne volete solo quaranta, allora dieci balle bastano e avanzano. Non ci sarà una carestia tra queste mucche solo perché vi siete fermati a dieci balle - semplicemente, non ci sarà nessun aumento della popolazione. Con quelle dieci balle al giorno, queste quaranta mucche non diventeranno MAI quattrocento. Se VOLETE quattrocento mucche, allora dovete fornire loro più fieno, e dovrete comprare cento balle al giorno per nutrirle.

Ora, la stessa cosa vale per gli umani. Recintate un parcheggio, metteteci dentro un uomo e una donna e un paio di buste di spesa ogni giorno, e presto avrete una famiglia di quattro persone. Ma queste quattro persone non diventeranno MAI quaranta se tutto ciò che gettate nella recinzione sono due buste di spesa al giorno. Non può succedere. Perché le persone sono proprio come le mucche - non puoi crearle dalla luce del sole, dagli arcobaleni o dai raggi lunari. Ci vogliono cereali, banane, hot dog, zuppa di piselli, pane all'uvetta e broccoli.

Se volete che queste quattro persone diventino quaranta, allora dovrete gettare venti buste di spesa oltre la recinzione invece di due. E una volta avute queste quaranta persone, se decidete che questo è il numero di persone che volete che vivano in questo parcheggio, tutto ciò che dovete fare è continuare a gettare venti buste di spesa oltre la recinzione. Non ci sarà una carestia. Venti buste di spesa hanno sfamato queste quaranta persone ieri e le sfameranno oggi. Con queste venti buste di spesa, la popolazione rimarrà stabile a circa quaranta persone. Ma se cambiate idea e decidete di volere quattrocento persone in questo parcheggio, tutto ciò che dovete fare è cominciare a gettare duecento buste di spesa oltre la recinzione anziché venti - e, perdiana, alla fine CI SARANNO quattrocento persone in quel parcheggio.

Ci saranno, ma la nostra mitologia culturale dice che non DEVONO per forza esserci. Secondo la nostra mitologia culturale, quaranta persone POTREBBERO decidere di rimanere quaranta. Naturalmente, potrebbe accadere. E' immaginabile. Ma in questo grande parcheggio che chiamiamo Terra, non è MAI accaduto.

Non è accaduto l'anno scorso, ovviamente. L'anno scorso abbiamo aumentato la produzione alimentare, ci siamo dati il due percento in più di buste di spesa, e la nostra popolazione è aumentata del due percento. L'anno prima ancora abbiamo aumentato la produzione alimentare del due percento, e la nostra popolazione è aumentata del due percento.

L'anno prima ancora abbiamo aumentato la produzione alimentare del due percento, e la nostra popolazione è aumentata del due percento. L'anno prima ancora abbiamo aumentato la produzione alimentare del due percento, e la nostra popolazione è aumentata del due percento. L'anno prima ancora abbiamo aumentato la produzione alimentare del due percento, e la nostra popolazione è aumentata del due percento. Potrei continuare a ripetere questa frase tutto il giorno, per diecimila volte - perché ecco quanto a lungo abbiamo continuato ad aumentare la produzione di cibo, cominciando nella Mezzaluna Fertile. L'anno scorso abbiamo aumentato la produzione alimentare del due percento, e la nostra popolazione è aumentata del due percento. QUEST'ANNO aumenteremo la produzione alimentare del due percento, e la nostra popolazione crescerà del due percento - non c'è alcun dubbio che accadrà. L'ANNO PROSSIMO aumenteremo la produzione alimentare del due percento, e la nostra popolazione crescerà del due percento - e non c'è alcun dubbio che accadrà. E l'anno seguente aumenteremo la produzione alimentare del due percento, e la nostra popolazione crescerà del due percento - e non c'è alcun dubbio che accadrà. Ma UNO DI QUESTI ANNI aumenteremo la produzione alimentare del due percento - e la nostra popolazione NON crescerà. Ecco cosa dice la nostra mitologia culturale.

Per diecimila anni abbiamo aumentato la produzione alimentare per sfamare una popolazione in crescita - e per diecimila anni, la nostra popolazione è cresciuta. Ogni singola "vittoria" nella produzione di cibo ha causato una "vittoria" nella crescita della popolazione. Ognuna di esse. Ma, secondo la nostra mitologia culturale, questo non DEVE per forza avvenire - e uno di questi anni, magicamente, non avverrà. La magia probabilmente consisterà nel fatto che tutte le nazioni miglioreranno le proprie condizioni socioeconomiche e adotteranno misure efficaci e volontarie di pianificazione famigliare, come raccomanda l'Unione degli Scienziati Preoccupati. Questa magia non è avvenuta l'anno scorso, o l'anno prima, o l'anno prima ancora, o l'anno prima ancora, o l'anno prima ancora - ma uno di questi anni, per Dio, ogni uomo sulla Terra indosserà un preservativo e se lo incollerà addosso, e FUNZIONERA'. In un modo o nell'altro, verrà l'anno in cui aumenteremo la produzione alimentare - e miracolosamente non ci sarà un aumento della popolazione per consumarla.

La nostra mitologia culturale ci spiega perché era essenziale che aumentassimo la produzione alimentare l'anno scorso. DOVEVAMO farlo per sfamare i milioni di affamati. Lo sanno tutti. Ma, stranamente, abbiamo aumentato la produzione alimentare per sfamare i milioni di affamati e, indovinate un po'? I milioni di affamati hanno continuato ad avere fame. La popolazione è cresciuta - ma i milioni di affamati non sono stati sfamati. E naturalmente sappiamo perché è essenziale aumentare la produzione di cibo QUEST'ANNO. Dobbiamo farlo per sfamare i milioni di affamati. Noi AUMENTEREMO la produzione di cibo quest'anno - non c'è dubbio a riguardo - ma c'è qualcuno in questa sala che pensa che i milioni di affamati verranno sfamati quest'anno, per la prima volta a memoria d'uomo? Vi garantisco, amici miei, che per la fine di quest'anno, i milioni di affamati avranno ancora fame - e vi garantisco che la nostra popolazione sarà cresciuta del due percento.

Ma naturalmente la nostra mitologia culturale ci dice che non DEVE essere per forza così. E' stato così l'anno scorso, e l'anno prima, e l'anno prima ancora, e l'anno prima ancora, e l'anno prima ancora - e sarà così quest'anno, e l'anno prossimo, e l'anno dopo, e l'anno dopo ancora. Ma uno di questi anni, secondo la nostra mitologia culturale, aumenteremo la produzione alimentare e, per Dio, quei milioni di affamati verranno sfamati e la nostra popolazione non crescerà affatto.

Lasciatemi spiegare perché quei milioni di affamati non stanno venendo sfamati. Ogni anno, in questo parcheggio che chiamiamo Terra, la popolazione umana cresce di circa il due percento - tutti i suoi segmenti crescono del due percento. Questo significa che ci sono più persone con gli occhi blu quest'anno di quante ce ne fossero l'anno scorso - e più persone con gli occhi marroni. Significa che ci sono più persone con i capelli rossi di quante ce ne fossero l'anno scorso - e più persone con i capelli castani. Significa che ci sono più persone che crescono ben nutrite - e più persone che crescono affamate. La popolazione di affamati cresce come qualunque altra popolazione, e produrre più cibo non può fare ALTRO che produrre più affamati. Non stiamo facendo scomparire la fame, aumentando la produzione di cibo. Stiamo solo creando sempre più persone che saranno affamate. Aumentare la produzione alimentare in realtà AUMENTA il numero delle persone affamate, nello stesso modo in cui aumenta il numero delle persone ricche, delle persone povere, delle persone alte, delle persone basse, delle persone intelligenti e delle persone stupide.

Il frammento di mitologia culturale più orribile di cui si deve discutere a proposito di questo argomento è la credenza che se NON continuassimo ad aumentare la produzione alimentare - anno dopo anno dopo anno - affronteremmo una carestia di massa. Penso che alla base di questa credenza ci sia la strana idea che la nostra esplosione demografica continuerebbe anche se non ci fosse più cibo ad alimentarla. Questo è un po' come pensare che il motore della vostra automobile potrebbe continuare ad andare anche se il serbatoio fosse vuoto, o come pensare che le luci in questa sala potrebbero continuare a illuminarci anche se l'elettricità venisse interrotta.

Ma nonostante ciò che dico, so per esperienza che pochissimi di voi ci credono. Lasciate che vi fornisca un esempio che spero vi convincerà.

Ci sono circa cinquanta persone nel clann Quinn, inclusi me e mia moglie, tutti i miei fratelli e quelli di mia moglie, tutti i loro figli e nipoti e tutti i miei figli e nipoti. L'anno scorso, il clan Quinn ha consumato una certa quantità di cibo, e diciamo che dovrà continuare a vivere della stessa quantità di cibo anche quest'anno - e l'anno prossimo, e tutti gli anni successivi, per sempre.

Proprio come in ogni campione rappresentativo della popolazione, alcuni membri del clan hanno superato l'età in cui possono o vogliono avere altri figli e alcuni non hanno ancora raggiunto tale età. Ma naturalmente ce ne sono alcuni che hanno l'età in cui si vuole avere figli. Questo non significa che tutte le donne siano incinte contemporaneamente, ovviamente. Ogni anno, ciò che ci si aspetterebbe è che all'incirca il due percento del clan aspetti un bambino - in questo caso, questo significa una donna. Ma non rendiamola troppo semplice per me. Diciamo che abbia dei gemelli. Ora dobbiamo nutrire cinquanta persone e due neonati con la stessa quantità di cibo che l'hanno scorso ha sfamato cinquanta persone. Naturalmente, le stesse probabilità che si applicano alle nascite si applicano alle morti, ma, di nuovo, non voglio rendermela troppo facile. Diciamo che siano nate due persone nel clann Quinn ma che non sia morto nessuno. Ovviamente, questi neonati non hanno bisogno della stessa quantità di calorie giornaliere di un uomo fatto. Diciamo, giusto per tenere i numeri tondi, che i cinquanta adulti devono trovare duemila calorie al giorno per i due neonati. Questo significa che ognuno di noi dovrà rinunciare a circa quaranta calorie al giorno - 85 grammi di succo d'arancia.

Ora, questo è ciò che voglio sapere. Questa situazione sembra una carestia di massa a qualcuno, qui dentro? C'è qualcuno qui che pensa che morirebbe di fame, se gli mancassero un paio di sorsi di succo d'arancia ogni giorno? Io no di sicuro.

Ma che dire dell'anno prossimo? Diciamo che avvenga la stessa cosa. Altri due gemelli, nessuna morte. Caspita, ora siamo veramente nei guai. Con i gemelli dell'anno scorso e quelli di quest'anno da sfamare, ognuno di noi dovrà rinunciare a un intero BICCHIERE di succo d'arancia ogni giorno! Ora, di nuovo, questa sembra una carestia di massa a qualcuno, qui dentro? C'è qualcuno qui che pensa che morirebbe di fame, se gli mancasse un bicchiere di succo d'arancia al giorno? Io no di sicuro.

Ma naturalmente non posso continuare a manipolare le statistiche a mio sfavore per sempre. La nascita non è l'unico fatto della vita. La popolazione del clan Quinn non continuerà a crescere per sempre. Ci saranno anche delle morti, oltre alle nascite.

Ma il punto a cui voglio arrivare è che anche in due anni di nascite insolitamente frequenti, non controbilanciate da nessuna morte, non c'è stata nessuna carestia. Nemmeno un accenno di fame da nessuna parte. Ma continuiamo a rendere le cose difficili al clan Quinn e vediamo cosa succede. Passano cinque anni, gemelli ogni anno, nessuna morte. Ora invece di cinquanta bocche da sfamare, ne abbiamo sessanta. Diciamo che quando eravamo cinquanta ognuno di noi riceveva, in media, 2500 calorie al giorno. Con una popolazione di sessanta, ora siamo scesi a 2100 calorie al giorno. Quella fetta giornaliera di torta al cioccolato con doppio caramello è fuori discussione, ora - ma naturalmente non siamo neanche vicini alla carestia. Ciononostante, potrebbe essere ora di avere una riunione di famiglia per discutere dei fondamenti della pianificazione famigliare. Quella fetta di torta quotidiana mi manca, e non voglio rischiare di dover rinunciare anche a un cucchiaio di marmellata al giorno, l'anno prossimo.

Ciò che sto cercando di dire è che stabilizzare la disponibilità di cibo del clan Quinn non causa una carestia istantanea. Non produce carestie di nessun tipo, e le sue conseguenze immediate sono trascurabili. Abbiamo tempo in abbondanza per cominciare a discutere di pianificazione famigliare. Non siamo precipitati in una crisi alimentare - semplicemente NON lo siamo.

Non c'è semplicemente alcun motivo di credere che non riuscire ad aumentare la produzione di cibo risulterebbe in una carestia globale. Ma coloro che sono profondamente coinvolti nella corsa alimentare continueranno a fare quest'affermazione, proprio come coloro che erano profondamente coinvolti nella corsa agli armamenti continuavano ad affermare che i comunisti avrebbero sicuramente conquistato il mondo se avessimo rallentato la nostra produzione bellica anche solo per un minuto.

Siamo nel bel mezzo di una corsa al cibo che è tanto letale per noi e per il mondo intorno a noi quanto lo era la corsa agli armamenti. In un certo senso è persino più letale perché, dopo tutto, noi e i sovietici non abbiamo mai davvero usato tutte le armi che avevamo creato. La catastrofe non si è verificata.

E per quanto ne so, nessuna specie si è estinta come risultato della corsa agli armamenti. La situazione è molto diversa con la corsa al cibo. Si stima che fino a duecento specie al giorno stiano venendo forzatamente estinte dall'inesorabile espansione della nostra popolazione.

Attualmente - e voglio lasciarvi con questa chiara immagine - la nostra corsa al cibo sta convertendo la biomassa del nostro pianeta in massa UMANA. Questo è ciò che succede quando disboschiamo un terreno selvaggio e ci piantiamo dei campi per uso umano. Quel territorio stava sostentando una biomassa di centinaia di migliaia di specie e decine di milioni di esemplari. Ora tutta la produttività di quell'area sta venendo indirizzata nella produzione di massa umana, letteralmente di carne umana. Ogni giorno, in tutto il mondo, la diversità della vita sta scomparendo, man mano che sempre più della biomassa del nostro pianeta viene convertita in massa umana. Questo è ciò che fa la corsa al cibo. Questo è ESATTAMENTE ciò che fa la corsa al cibo: ogni anno trasforma sempre più della biomassa del nostro pianeta in massa umana.

La corsa agli armamenti poteva concludersi in soli due modi. Con una catastrofe, un olocausto nucleare. Oppure con l'abbandono.

Fortunatamente, questo è ciò che è successo: i sovietici se ne sono tirati fuori - e non c'è stata nessuna catastrofe.

La corsa tra cibo e popolazione è uguale. Può concludersi con una catastrofe, quando semplicemente troppa della biomassa del nostro pianeta sarà composta da esseri umani e i sistemi ecologici fondamentali collasseranno. E se ci rifiutiamo di abbandonare questa corsa, FINIRA' in questo modo - probabilmente non nel corso della mia vita, ma molto probabilmente nel corso della vita di molti di voi. Ma la corsa non DEVE necessariamente concludersi in questo modo. Può finire nello stesso modo della corsa agli armamenti, venendo semplicemente abbandonata. Possiamo dire: "Ora comprendiamo che non ci può essere alcun trionfo definitivo del cibo sulla popolazione. Questo perché ogni singola vittoria ottenuta sul lato del cibo causa una vittoria sul lato della popolazione. Deve essere così, è SEMPRE stato così, e possiamo vedere che non SMETTERA' mai di essere così."

La cosa strana è che molte persone ODIANO sentire tutto questo - eppure io sto chiaramente indicando un sentiero di speranza e possibilità. Non sono un mercante di catastrofi, la mia bussola è fermamente puntata verso il successo. La nostra crescita demografica è un problema che POSSIAMO gestire, ammesso che cominciamo a protenderci verso di esso con la nostra terza mano.


Daniel Quinn.


(Scarica in: PDF, DOCEPUB, LIT, MOBI, FB2)



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