Daniel Quinn
Il futuro umano: un problema di progettazione


Traduzione di Dr-Jackal (nrt_ita@libero.it)
Originale tratto da: www.ishmael.org
Le altre opere di Daniel Quinn sono disponibili in italiano nel sito:
NuovaRivoluzioneTribale.uphero.com

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Discorso tenuto all'EnvironDesign 3, Baltimora, MD, 30 aprile 1999.


Chi mi invita a parlare in occasioni come questa di solito rimane sorpreso, perché anziché sentire qualunque sia la mia attuale lezione (o qualche sua modifica), ottiene una creazione completamente nuova. Questa è la buona notizia. La cattiva notizia è che non ottiene il tipo di prodotto perfettamente definito che è stato raffinato da centinaia di ripetizioni.

La prima cosa che mi viene chiesto di fornire è naturalmente un titolo. Il discorso non è stato scritto - non è stato nemmeno ideato - ma gli organizzatori dell'evento hanno annunci da fare, brochures da scrivere, e così via. Quindi il titolo è la prima cosa. In questo caso, è uno grandioso: "Il Futuro Umano: un Problema di Progettazione". Dopo esserci occupati di tutto questo, devo immaginare cosa dirò - e sperare che, alla fine, il risultato suonerà come se avesse qualcosa a che fare con il titolo. Qualche volta ci si riesce e qualche volta no. Starà a voi giudicare.

Tra le materie coinvolte nel mio lavoro ci sono antropologia, storia, archeologia, biologia evolutiva e sociologia. Questo è degno di nota perché, sebbene io non sia un professionista in nessuno di questi campi, sembra tuttavia che io sia riuscito a dire qualcosa di utile per i professionisti di questi campi. La progettazione è anch'essa una materia che ha a che fare col mio lavoro, e ora vedremo se ho qualcosa di utile da dire a VOI.

Tutti oggigiorno sono più o meno consapevoli che ciò che vediamo intorno a noi nel mondo della natura è il risultato di un processo di progettazione chiamato evoluzione. La situazione non è sempre stata così, naturalmente. Per migliaia di anni nella nostra cultura, si è immaginato che ciò che vedevamo intorno a noi fosse l'opera di un architetto divino che aveva consegnato il prodotto finito nella sua forma eternamente definitiva in un colpo solo. Dio non solo aveva creato tutto funzionante al primo colpo, l'aveva creato così perfettamente da non poter essere migliorato in alcun modo.

Dal diciannovesimo secolo, quest'antiquata visione del mondo è perlopiù scomparsa. la maggior parte delle persone ora si rende conto che le straordinarie creazioni che vediamo nella comunità della vita sono il risultato di un rigoroso processo chiamato selezione naturale. I progetti umani - e con questo intendo i progetti CREATI dagli umani, non i progetti alla base degli umani - sono simili ai processi evolutivi in alcune cose e diversi in altre.

La progettazione umana è sempre diretta verso dei MIGLIORAMENTI. Il processo evolutivo, invece, SEMBRA solo diretto verso il miglioramento, e questo confonde molte persone. Le porta a immaginare che l'evoluzione sia DIRETTA da qualche parte, presumibilmente verso le forme eternamente definitive che Dio ha creato in un colpo solo. Il processo evolutivo, in realtà, tende a eliminare ciò che funziona peggio e a conservare ciò che funziona meglio. Quando guardiamo un gabbiano, una giraffa, un ghepardo o un ragno, stiamo vedendo una versione del prodotto che funziona meravigliosamente - perché tutte le versioni disfunzionali sono state eliminate dalla vasca genetica di quella specie tramite la selezione naturale. Se le condizioni cambiano, comunque - e se abbiamo il lusso di poter stare a osservare - vediamo che queste forme apparentemente perfette cominciano a cambiare in modi sottili o radicali, mentre la selezione naturale elimina gli adattamenti meno efficaci nelle nuove condizioni e conserva quelli più efficaci.

I cambiamenti di progettazione sono una reazione alle pressioni - e questo è vero sia per la progettazione evolutiva che per quella umana.

In un sistema completamente stabile, non ci sono pressioni che spingano a cambiamenti di progettazione. Il processo evolutivo non ha nulla da fare. Ma naturalmente, nella realtà non esiste un sistema completamente stabile.

Lo stesso vale per la progettazione umana. Se vi mostrassi un'ascia paleolitica e una mesolitica, avreste serie difficoltà a distinguerle. Per un milione di anni, non ci fu praticamente alcuna pressione che spinse le persone a migliorare i propri utensili di pietra - e non lo fecero, almeno non intenzionalmente. Durante il periodo tra il paleolitico e il mesolitico, minuti, inosservati miglioramenti vennero apportati, imitati e inconsciamente trasmessi in ogni generazione, accumulandosi nei millenni per produrre utensili che un esperto riconoscerebbe immediatamente come mesolitici.


Qui possiamo vedere tre prodotti del processo evolutivo - tre scarabei, per la precisione. Un modo utile di considerare questi tre prodotti è come delle risposte a tre domande di mercato distinte ma collegate. Gli scarabei a destra e a sinistra sono entrambi chiamati "dalle antenne lunghe", naturalmente a causa delle loro lunghe antenne. Benché siano geneticamente molto vicini, lo scarabeo a sinistra è stato plasmato dalla selezione naturale in modo da rispondere a richieste leggermente diverse da quelle dello scarabeo a destra. Lo scarabeo al centro (chiamato, per ovvi motivi, Plusiotis resplendens), è stato plasmato in modo da rispondere a richieste molto diverse da quelle dei suoi parenti a destra e a sinistra. Lo scarabeo a destra se la caverebbe bene nella nicchia dello scarabeo a sinistra, e viceversa, ma probabilmente entrambi fallirebbero nella nicchia dello P. resplendens.



Qui vediamo altri quattro prodotti di progettazione evolutiva - quattro diversi becchi. Non credo sia necessario precisare che questi becchi rispondono a domande di mercato molto diverse. Il macao non ha bisogno (e non potrebbe usare) il becco dell'uccello acquatico nell'angolo in basso a destra. Né potrebbero l'avvoltoio o il pappagallo. Non esiste un unico modo giusto di progettare un becco di uccello. Un unico becco per tutti è un concetto che non potrebbe funzionare.



Qui vediamo tre prodotti di progettazione umana - tre diversi tipi di graffette. Chiaramente, anche queste cose sono risposte a richieste di mercato distinte ma collegate. La gente ha bisogno delle graffette a sinistra per lavori di piccolo calibro, da due a dieci fogli. La graffetta a destra può anch'essa essere usata per lavori piccoli, ma non sarebbe la prima scelta. E' progettata per lavori di taglia media, da dieci a trenta pagine. Il fermaglio al centro, naturalmente, è per i lavori più grossi.



Ecco altri tre prodotti frutto di progettazione umana, di nuovo risposte a richieste di mercato molto diverse, anche se collegate. Come ormai dovremmo aver intuito, non esiste un unico modo giusto di conservare dati. Un dischetto per ogni scopo non è un'idea funzionale... Il tempo di risposta alle pressioni che richiedono cambiamenti di progettazione è molto diverso tra progettazione evolutiva e umana.



Per ovvi motivi, non posso mostrarvi fotografie di questi becchi a vari stadi evolutivi.



Né posso mostrarvi fotografie di questi scarabei a vari stadi evolutivi. Il tempo che hanno impiegato per sviluppare le loro forme caratteristiche è semplicemente troppo lungo. Ma dato che la progettazione umana è capace di rispondere alle pressioni molto più rapidamente, posso mostrarvi...



Due stadi nell'evoluzione delle mollette per i panni. La molletta di legno in basso esiste da molto tempo, e non è estinta neanche oggi - perché in effetti è economica, semplice e funziona bene quanto ha sempre fatto. Da dove è arrivata allora la molletta in alto? Non è notevolmente più economica ed è notevolmente più complessa. E' possibile che FUNZIONI un po' meglio, almeno per alcuni compiti. Se state appendendo ad asciugare qualcosa di molto spesso, la molletta in basso ha una buona probabilità di saltar via o di rompersi, se la spingete troppo in fondo. Ma naturalmente la molletta in alto non è stata creata perché il pubblico stava smaniando per avere una molletta migliore. E' stata creata perché permetteva ad alcune attività commerciali di aumentare la propria quota di mercato.

La pressione per aumentare le quote di mercato è la forza alla base della progettazione umana. La domanda per chiunque voglia entrare in un nuovo mercato o aumentare la propria quota di mercato sarà: "Cosa posso inventarmi che sia più attraente, economico, interessante o efficiente di ciò che esiste attualmente?"



Quest'immagine mostra come quattro costruttori di accendini hanno cercato di rispondere a questa domanda.



Eccone altri quattro. Un modello molto antico può essere osservato a destra. Non mi è del tutto chiaro come funzionasse. Presumibilmente, la pietra focaia incontra la rotellina tramite l'asta sotto di essa. Girare la rotellina produrrebbe scintille, ma per la maggior parte sarebbero dirette a un'area molto al di sotto dello stoppino. L'accendino a sinistra, il Ronson, rappresenta un chiaro miglioramento, e si meritò il successo di cui godette negli anni Trenta e Quaranta del ventesimo secolo. Poi emerse un design molto superiore, lo Zippo, a destra del Ronson. Aveva più carburante, forniva una protezione per la fiamma e aveva un meccanismo più semplice e affidabile. Spinse il Ronson fuori dal mercato di massa - ma ne fu spinto fuori a sua volta dal modello usa e getta odierno.



Quando ero un bambino, si poteva comprare un metro del genere in ogni ferramenta. E' un relitto piuttosto ridicolo, quando lo si paragona a ciò che è disponibile in ogni ferramenta odierna. Il metro a nastro retrattile rappresentò un miglioramento progettuale così enorme che causò l'estinzione del metro pieghevole, tanto che se oggi ne voleste uno, dovreste recarvi da un antiquario.



Quando ero bambino, sedie come queste potevano essere trovate praticamente in ogni giardino dell'America centrale.
Oggi potete trovarle solo nei negozi d'antiquariato, perché sono state spazzate via dal mercato da un design molto superiore.



La sedia di plastica è più comoda, più leggera, più economica, non ha bisogno di manutenzione ed è accatastabile. Non sorprende che abbia sostituito ogni altra sedia multi-uso nel mercato di massa.

In Ishmael ho affermato che abbiamo un sistema di civilizzazione che ci PERSUADE a distruggere il mondo. Questo è qualcosa che le persone capiscono molto rapidamente. Sembra quasi ovvio. Lì aggiungo anche una precisazione: che il nostro sistema di civilizzazione funziona molto bene per i PRODOTTI ma molto male per le PERSONE, ma non sviscero questo argomento in Ishmael. Vorrei usare quest'opportunità per farlo qui ora.

Abbiamo appena dato un'occhiata al motivo per cui il nostro sistema funziona bene per i prodotti. In effetti, funziona superbamente bene. In appena cent'anni siamo passati dal Kitty Hawk alla luna, dal telegrafo alla televisione satellitare, da rozzi calcolatori a computer capaci di miliardi di operazioni al secondo.

Il nostro sistema per i prodotti funziona bene perché è compreso e accettato da tutti che non esista un unico modo giusto di costruire un accendino, nessun unico modo giusto di costruire una telecamera, nessun unico modo giusto di costruire una sedia, nessun unico modo giusto di costruire NULLA. Ci si ASPETTA che i prodotti evolvano e gli viene PERMESSO di farlo in modo molto simile a quello in cui si sono evoluti scarabei, farfalle e banane: attraverso una forma di selezione naturale nel mercato.

Le organizzazioni sociali che vediamo intorno a noi nella comunità della vita...

     

I banchi, i branchi, gli stormi e le tribù, sono anch'esse prodotti dell'evoluzione. Sono tutte sopravvissute a milioni di anni di prove da parte della selezione naturale. Non stupisce che funzionino bene per i propri membri. Funzionano bene quanto gli occhi, bene quanto i becchi, bene quanto i nidi, bene quanto le mani.

Ma la nostra organizzazione sociale non è il prodotto della selezione naturale. E' il prodotto della scuola di progettazione Rube Goldberg, un insieme di cianfrusaglie. In Ishmael l'ho paragonata a una primitiva macchina volante - del tipo che poteva ARRIVARE a mezz'aria (se veniva spinta giù da una rupe) ma che non poteva RIMANERE in aria, perché non era stata costruita rispettando le leggi dell'aerodinamica.

Il banco, il branco, lo stormo, la tribù (per nominare solo alcune delle organizzazioni sociali che sono emerse tramite selezione naturale) sono organizzazioni stabili perché funzionano bene per i propri membri.

Le nostre organizzazioni sono piuttosto stabili non perché FUNZIONANO bene, ma perché noi PROIBIAMO loro di cambiare. Sono stabili...

Per decreto. La Costituzione è la roccia su cui la nostra società è costruita, negli Stati Uniti. Come sappiamo, ciò che è costruito su una roccia è stabile, perché le rocce sono stabili - immutabili, non soggette alla selezione naturale. Naturalmente la nostra Costituzione può essere cambiata, ma sapete quanto sia difficile farlo. E' DELIBERATAMENTE difficile, per PROGETTO. Di nuovo questa parola.
Dato che vogliamo stabilità, abbiamo messo insieme un'organizzazione PROGETTATA per resistere ai cambiamenti.
Legge...    
  Giustizia...
Ordine, mantenuto da forze di polizia permanenti. Persone come questi lavoratori inglesi nello Sciopero Generale del 1925 venivano percepite come nemiche dell'ordine e della stabilità - e sono ancora considerate tali. Come progettisti, comunque, dovremmo vedere la questione in modo diverso. Il semplice fatto che questi lavoratori stiano scioperando dovrebbe dirci che c'è qualcosa di sbagliato nel progetto del loro sistema organizzativo. Ma IN quel sistema organizzativo, il PROGETTO non viene mai cambiato.
    Invece, noi assumiamo più forze dell'ordine...
Reclutiamo e addestriamo civili benpensanti per combattere gli scontenti. Quando dico "noi", non intendo che si tratta di un fenomeno esclusivo del ventesimo secolo. Ogni epoca aveva persone che minacciavano la stabilità della sua organizzazione. Come oggi, questi piantagrane non venivano considerati sintomi di problemi progettuali.  
  Venivano bruciati sul rogo.
O messi alla gogna.  
  O impiccati. Oggi, naturalmente, ci sono di gran lunga troppi piantagrane per poterli gestire in questi modi primitivi.
Dobbiamo costruire enormi magazzini per contenere tutti gli scontenti, i disadattati e i criminali che il nostro sistema produce. Ma non lo consideriamo un sintomo di profondi difetti nel progetto del sistema. In generale, non ci chiediamo: "Cosa c'è che non va nel progetto?" Ci chiediamo...  
"Cosa c'è che non va in QUESTI RAGAZZI? Cosa c'è che non va in questi ragazzi che, godendo degli standard di vita più alti che il mondo abbia mai visto, un giorno vanno a scuola pronti a uccidere. Dopo aver ucciso a colpi d'arma da fuoco più compagni di scuola possibile, speravano di riuscire a rubare un aereo e di farlo schiantare a New York City. Che razza di DEMONI sono questi?"

Quando i nostri figli cominciano a diventare assassini, noi di solito non ci chiediamo cosa c'è di sbagliato nel sistema che li sta TRASFORMANDO in assassini, ci chiediamo cosa c'è di sbagliato IN LORO. Immaginate una catena di montaggio che ogni cento veicoli ne sforna uno orribilmente difettoso. Poi immaginate - invece di esaminare la catena di montaggio - di portare fuori il veicolo difettoso e di sparargli. Poi, quando arriva il prossimo 
- invece di esaminare la catena di montaggio - portare fuori anche QUELLO e sparargli. E quando arriva quello dopo - invece di esaminare la catena di montaggio - portare fuori anche QUELLO e sparargli.

Sono rimasto divertito quando l'anno scorso, dopo il massacro di Jonesboro, il pubblico ministero di QUEI ragazzi ha giurato di punirli così ferocemente da MANDARE UN MESSAGGIO alla gioventù americana. E qual era questo messaggio? NON TOLLEREREMO COSE DEL GENERE. Capito? Non le tollereremo!

Non CAMBIEREMO niente - no, no, tutto è perfetto com'è adesso. Ci limiteremo a punirvi di santa ragione. E questo manderà un messaggio. Così il PROSSIMO gruppo di ragazzi che vorrà massacrare i propri compagni si fermerà e dirà: "Aspettate un attimo! Ehi! Qual era quel messaggio sul massacrare i tuoi compagni di scuola? Oh, ora mi ricordo. Se li massacri, ti mandano in galera per mille anni. O era duemila? Be', immagino che se si tratta di mille anni, allora faremo meglio a non massacrare i nostri compagni. Se si trattasse solo di venti o cinquant'anni, allora potremmo anche farlo. Ma mille anni, accidenti. Non posso farmi mille anni di galera."

E' stato questo il problema nella faccenda di Columbine - che quei ragazzi non sono riusciti a recepire il messaggio? Credevano forse che avrebbero ricevuto un semplice schiaffetto sulle mani per aver massacrato i loro compagni e aver fatto saltare in aria una scuola e aver fatto schiantare un aereo in una città? Hanno forse fatto tutto questo - o pianificato di farlo - perché credevano che a nessuno sarebbe importato?

No, è perfettamente chiaro che non si illudevano sulle conseguenze delle loro azioni. Si aspettavano di NON sopravvivere alla loro avventura.

La domanda che voglio porvi in quanto progettisti è questa. Come abbiamo fatto ad allevare dei ragazzi che hanno così poco per cui vivere e così tanto da odiare da essere felici di gettare via la propria vita se in cambio possono uccidere cinquecento compagni di classe, far esplodere una scuola e far schiantare un aereoplano in una città? Per favore, non parlatemi di videogiochi e musica violenti. Invece, ditemi come abbiamo fatto ad allevare dei ragazzi che VOGLIONO videogiochi e musica violenti, che si NUTRONO di videogiochi e musica violenti.

In generale (si può affermare con ragionevole sicurezza), la selezione naturale funziona secondo questo principio: "Se non funziona, fanne di MENO". Ogni gene che agisca contro il successo riproduttivo tende a essere eliminato dalla vasca genetica - viene trovato sempre meno nella vasca genetica, finché alla fine scompare. Fare meno di ciò che non funziona è un principio praticamente istintivo per i progettisti umani. Ma quando si tratta delle nostre organizzazioni sociali, la gente della nostra cultura segue un principio completamente diverso: Se non funziona, fanne di PIU'.

Quasi sempre ottengo una risata a quest'affermazione. Non sono sicuro se sia per via dello shock della realizzazione improvvisa o se la gente pensa semplicemente che stia scherzando. Di sicuro non sto scherzando. Il principio è meglio riconoscibile al lavoro nelle istituzioni dedicate al mantenere la stabilità delle nostre strutture e dei nostri sistemi. E' un principio anti-evolutivo, un principio che impedisce a cose nuove di avvenire. Ecco alcuni esempi.

Se spendere un miliardo di dollari non ci fa vincere la guerra alla droga, spendiamone due miliardi. Se spenderne due miliardi non funziona, spendiamone quattro. Suona familiare?

Se assumere mille poliziotti non ferma il crimine nella vostra città, assumetene duemila. Se assumerne duemila non funziona, assumetene quattromila.

Se condannare i criminali a dieci anni non funziona, condannateli a venti anni. Se venti anni non funzionano, condannateli a cinquanta - a cinquecento, a mille!

Se costruire mille prigioni non funziona, costruitene duemila. Se costruirne duemila non funziona, costruitene quattromila.

Se assegnare due ore di compiti a casa non funziona, assegnatene tre. Se assegnarne tre non funziona, assegnatene quattro.

Mi accorsi di questo principio quando ero il capo del dipartimento di matematica all'Encyclopaedia Britannica Educational Corporation. Qualcuno mi diede un foglio che era stato messo insieme dall'Associazione Nazionale degli Insegnanti di Inglese ed esaminava lo stato dell'insegnamento e gli obiettivi per il futuro. A dispetto di tutti i temi che diamo loro da scrivere, dicevano, i bambini non stanno imparando a scrivere. Quindi quello che dobbiamo fare è - indovinate un po'? - dare loro PIU' TEMI da scrivere. Scrivere venti temi all'anno non funziona, quindi diamogliene trenta. E se trenta non funzionano, diamogliene quaranta.

Se siete contribuenti, avete visto le vostre tasse per l'educazione aumentare costantemente, anno dopo anno, decennio dopo decennio, man mano che ogni anno le scuole si sforzano di fare di più di ciò che non funziona. Chiunque coinvolto in questo sistema è perfettamente convinto che se spendere nove trilioni non funziona, dobbiamo solo spenderne dieci.

Naturalmente c'erano dei consulenti, alla scuola superiore Columbine. Ma dopo il massacro, Janet Reno si alzò e disse, indovinate un po', che abbiamo bisogno di PIU' CONSULENTI. Avere dei consulenti NON HA FUNZIONATO, quindi ovviamente dovremmo averne di più, e se averne uno ogni cento ragazzi non funziona, dovremmo averne due, e se due non funzionano, dovremmo averne tre.

Abbiamo un sistema organizzativo che funziona straordinariamente bene per i prodotti. Ma non abbiamo un sistema che funziona straordinariamente bene per le persone. Questa è la lezione da imparare da Jonesboro e Columbine - e dai luoghi che seguiranno, perché questi due non saranno gli ultimi, sono solo i primi.
[NdT: questa lista di sparatorie a scuola dal 2000 a oggi sembra avergli dato ragione.]


Abbiamo un sistema che funziona favolosamente bene per i prodotti. Ma quello che abbiamo per le persone è pessimo. Questa è la lezione che dobbiamo imparare - o il futuro dell'umanità su questo pianeta sarà uno davvero molto cupo.

Quindi, questo è il messaggio che vorrei lasciarvi. Per il bene del futuro dell'umanità, non toglietevi il vostro cappello da progettisti quando lasciate l'ufficio. Non limitate il vostro lavoro e il vostro pensiero agli oggetti e alle strutture fisiche che le persone vogliono e di cui hanno bisogno. Osservate tutto ciò che succede con gli occhi di un progettista. Per il bene del futuro umano, affrontate la situazione da progettisti.


Daniel Quinn.

(Scarica in: PDF, DOCEPUB, LIT, MOBI, FB2)



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