F.A.Q.
Domande frequenti sulle idee di Daniel Quinn

LEGGI TUTTE LE FAQ IN UN'UNICA PAGINA
 
TORNA ALL'ELENCO DELLE FAQ

 

HOMEPAGE  |  FORUM  |  CONTATTAMI



FAQ sul tribalismo e sulla Nuova Rivoluzione Tribale n° 8:
Ok, quindi ci serve un nuovo modo di vivere che combini i pregi di entrambi (applicabile a società di migliaia o milioni di individui e che consenta un costante miglioramento scientifico e artistico come lo stile Prendi ed ecosostenibile e soddisfacente per i suoi membri come lo stile Lascia) senza i difetti di nessuno dei due. Ma come lo otteniamo? Chi lo dovrebbe ideare?

Nessuno.
Mettersi a tavolino e ideare stili di vita e sistemi sociali dal niente, senza riguardo per limiti logici o materiali, per poi imporli alle persone e tenerli forzatamente in vita in ogni modo anche se erano evidentemente condannati a crollare, è un vizio Prendi, e ha sempre portato a disastri e sistemi fallimentari, ogni volta che è stato usato, dal nostro sistema legale a quello carcerario, da quello scolastico a quello agricolo.

Usiamo invece il sistema che ha funzionato alla perfezione fin dalla nascita del mondo per ogni specie: la selezione naturale. Sperimentiamo, attuiamo un enorme numero di tentativi, prove ed esperimenti, mettiamo alla prova concretamente più idee possibili, e vediamo quali sono promettenti e quali no. Modifichiamole, miglioriamole, incrociamo varie idee, diffondiamo i nostri progressi o eventualmente i nostri fallimenti e permettiamo a tutti di beneficiare della nostra esperienza (come avveniva con i prodotti tecnologici nella Rivoluzione Industriale). Continuiamo così fino ad ottenere i pochi sistemi che funzionano meglio.

Alcuni principi fondamentali sono da tenere presente:
  1. Non stiamo cercando il miglior sistema concepibile, l'unico modo di vivere giusto per tutti, perché non esiste, non è mai esistito e non deve esistere, essendo la varietà culturale fonte di resistenza e di salute per la specie umana come la varietà biologica lo è per l'ecosistema; questo non è un torneo a eliminazione, non deve incoronare il "miglior stile di vita", deve solo trovare delle alternative sostenibili alla nostra fallimentare e insostenibile civiltà Prendi e più ne trova, meglio è. Visto che le varie comunità umane vivono in condizioni diverse, sarebbe illogico mirare a trovare un unico sistema di vita che funzioni per tutte (le tribù infatti avevano e hanno tutt'ora stili di vita diversi, a seconda del luogo in cui vivono: alcune usano caccia-e-raccolta, altre solo caccia (come gli Inuit), altre quasi esclusivamente raccolta, altre un misto di agricoltura, caccia e raccolta, e così via.).
    .
  2. Non stiamo cercando la perfezione, perché non la otterremo mai: la selezione naturale non porta avanti ciò che è perfetto, in nessun caso, porta solo avanti le migliori alternative possibili in ogni ambito, ma c'è sempre un margine di miglioramento in ogni prodotto dell'evoluzione, per quanto minimo. Che qualcosa non sia perfetto non significa che non possa funzionare. Quindi concentrarsi SOLO sui difetti delle varie proposte senza considerarne il potenziale è un comportamento insensato e controproducente. Meglio concentrarsi su come risolverli, i problemi.
    .
  3. Nessuno - né un individuo né un'organizzazione - dovrebbe essere incaricato di iniziare queste sperimentazioni, quindi non ha senso aspettare l'ordine di cominciare da parte di qualcuno. Questi esperimenti andrebbero attuati spontaneamente e indipendentemente da gruppi di persone che vogliono provare a vivere in un certo modo che sembra loro migliore di quello attuale. In caso i risultati fossero positivi, altri gruppi di individui dovrebbero essere liberi di imitarli e di apportare ogni modifica vogliano a quello stile di vita.
    .
  4. Allo stesso modo, nessuno - né un individuo né un'organizzazione - dovrebbe essere incaricato di giudicare l'efficacia di uno di questi esperimenti e di dire se uno stile di vita debba venir portato avanti o meno da altra gente. Gli unici a poterlo fare saranno coloro che applicano quello stile di vita e nessun altro, come per le tribù: se vogliono portare avanti quello stile di vita (perché evidentemente lo giudicano soddisfacente), allora potranno farlo, altrimenti saranno liberi di abbandonarlo e di provarne un altro. Questo è l'unico modo di evitare che chiunque possa costringere qualcun altro a vivere in modo che non lo soddisfa per ricavarne un guadagno personale, come avviene invece nella nostra civiltà, dove la maggior parte della gente viene costretta a vivere in modo perlopiù insoddisfacente dai pochi in cima che li mettono davanti a una scelta orribile: o vivete come vi diciamo noi (ossia contribuendo all'economia Prendi, e quindi ai loro guadagni) oppure morite di fame. In questi nuovi esperimenti sociali, il cibo non sarà sotto chiave, e le chiavi non verranno tenute da nessuno.
Siamo 7 miliardi. Se anche solo uno su un milione avesse un'idea sensata, avremmo 7.000 stili di vita da sperimentare. Basterebbero? Ci sarebbe abbastanza tempo? Non è affatto sicuro, ma è l'unica strada che ci offre almeno la possibilità di salvarci dall'estinzione.

Comincia inoltre a non sembrare più tanto fantascientifica l'idea di utilizzare un computer per accelerare il processo di selezione naturale, simulando vari scenari e controllando gli effetti a breve e lungo termine di determinati stili di vita. Ora che i network neurali si stanno sviluppando tanto da riuscire perfino a imparare concetti autonomamente (fonte - cache), forse potrebbero effettuare anche simulazioni tanto complesse. Sarebbe solo questione di inserire tutte le variabili dello stile di vita ipotizzato e del territorio in cui andrebbe applicato (la parte più difficile - e più importante - sarebbero le interrelazioni tra le varie specie presenti).
Accelerare artificialmente la selezione naturale a prima vista sembra esattamente il tipo di cosa che ci ha portati sull'orlo dell'estinzione, ma è bene ricordare sempre che la tecnologia in sé non è malvagia e sempre da evitare. Lo è solo se vìola la Legge della Competizione Limitata e se ha effetti ecologicamente insostenibili. Se invece può aiutarci, rifiutarsi di usarla sarebbe insensato.

Tali computer potrebbero anche essere usati per simulare che cosa accadrebbe alle nostre popolazioni se cominciassimo a ridurre gradualmente la produzione di cibo, del 5%, 10% o 20% all'anno. Potremmo così scoprire la massima riduzione della produzione che ci permetterebbe di calare di numero pacificamente, senza rivolte e carestie.

Potrà sembrare che si stia esagerando l'efficacia e l'applicabilità della selezione naturale anche a problemi di natura tecnologica o sociale, ma si tenga presente che la selezione naturale non è altro che l'attuazione di un principio logico: ciò che non funziona viene gradualmente eliminato, ciò che funziona rimane, cosicché alla fine resta solo ciò che è efficace. Trattandosi di un principio logico, sarebbe strano se questo metodo di selezione delle alternative migliori valesse solo per zampe, pinne, becchi e ali, e non anche per le organizzazioni sociali (per non parlare della nostra economia, dove la competizione tra prodotti è feroce e sopravvivono solo quelli più efficaci - ossia più economici, più utili, più attraenti, ecc.).

Il valore della selezione naturale anche in campi di applicazione diversi da quello biologico è già stato riconosciuto dalla nostra civiltà. Alcuni scienziati, per esempio, hanno utilizzato una muffa per scoprire quali sono i percorsi più efficienti da un punto all'altro: hanno ricostruito in piccolo la mappa della metropolitana di Tokyo posizionando del cibo in corrispondenza di ogni stazione e hanno lasciato che la muffa decidesse da sola quali fossero i percorsi più rapidi e meno faticosi per andare da un accumulo di cibo all'altro. Nel giro di poco tempo, la muffa aveva riprodotto con notevole precisione la mappa della metropolitana di Tokyo, trovando i percorsi più efficienti da una "stazione" all'altra (cosa che aveva richiesto ai progettisti umani anni di lavoro). (fonte - cache)

Per quanto sia sgradevole, la realtà dei fatti impone di accettare che la nostra intelligenza non possa svolgere nel modo migliore ogni singolo compito, come ci piacerebbe credere, e richiede di considerare delle alternative radicalmente differenti, se vogliamo risolvere i nostri problemi prima che sia troppo tardi.

(FAQ correlate: FAQ sulla Nuova Rivoluzione Tribale 10.)



<--- FAQ precedente Torna all'elenco FAQ successiva --->