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Domande frequenti sulle idee di Daniel Quinn

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FAQ sul tribalismo e sulla Nuova Rivoluzione Tribale n° 18:
Questa "Nuova Rivoluzione Tribale" sembra l'ennesima e inutile speranza di rivoluzione popolare che spazzi via i corrotti e crei un mondo migliore, come quella socialista. In cosa è diversa?

Il potere è del popolo, questo è indubbio. E' il popolo a produrre tutto ciò su cui si regge la società (ogni tipo di società) e a fornire potere a chi lo controlla, tramite il proprio assenso (tacito o no). E il popolo potrebbe in teoria togliergli questo assenso in qualunque momento, riducendo i “potenti” a semplici, singoli individui. Ma l'idea che le cose potrebbero cambiare solo se TUTTO il popolo si unisse e cominciasse a marciare, disciplinato e organizzato, in un'unica direzione diametralmente opposta rispetto a quella in cui vorrebbero farci andare i “potenti”, è assurda. Peggio, è
nociva, perché una cosa simile non potrà mai avvenire, e continuare a credere che sia la nostra unica possibilità di salvezza non fa che renderci inattivi, in apatica attesa di una rivoluzione globale popolare che non avverrà mai, che non può avvenire, a causa degli innumerevoli problemi intrinseci a un'idea simile (primo fra tutti il fatto che non abbiamo un'unica idea condivisa da tutti di quali siano i problemi della nostra civiltà, né di come risolverli; sperare che tutti si mettano d'accordo su questioni simili e comincino ad agire insieme in armonia significa abbandonarsi ai sogni).



Questo modello di rivoluzione, usato anche dai teorici della rivoluzione socialista e improntato su un semplicistico dualismo buoni-cattivi, il popolo unito da una parte e i malvagi potenti dall'altra, non è mai avvenuto e non ha molte speranze di avvenire in futuro. Anzi.
Fortunatamente, non c'è bisogno che una cosa simile avvenga. Non solo esiste un'altra strada più facilmente attuabile, ma si tratta di una strada che darebbe risultati migliori.

E' vero infatti che il potere è del popolo, ma non è necessario che per esercitarlo esso si metta d'accordo su cosa fare, come e quando farlo, si unisca e cominci ad andare tutto in un'unica direzione, sotto un'unica ideologia o visione del mondo. Potrebbe invece dividersi in varie cellule locali, ognuna delle quali andrebbe in una propria particolare direzione. L'importante è che tutte queste direzioni siano diverse (in differenti modi e gradi) da quell'unica, catastrofica direzione proposta dai potenti (che in sostanza prevede di divorare inarrestabilmente il mondo finché non rimarrà più nulla e la nostra specie e milioni di altre si estingueranno, il tutto per il profitto immediato di pochi individui).

E' assurdo aspettarsi che un gruppo di volenterosi di Atlanta si coordini perfettamente con altri gruppi simili a San Francisco, New York, Alberta, Torino, Phuket, Sidney, Berlino e Taiwan, e che tutti insieme questi individui formino un unico “esercito di liberazione popolare”. Perfino aspettarsi un simile grado di coordinazione tra milioni di persone
della stessa nazionalità è assurdo. Pensare che tutti questi gruppi di individui, che vivono in varie parti del mondo in condizioni e con necessità differenti, possano coordinarsi e muoversi come un solo organismo, è fantascienza. E' molto più sensato (e semplice) che ognuno di questi gruppi scelga una propria direzione in cui muoversi, una che possa soddisfare le sue necessità particolari.

Se tutti quelli stanchi dell'attuale stato delle cose e in cerca di un'alternativa migliore cominciassero a SPERIMENTARE per conto loro, senza attendere una fantomatica “presa di coscienza universale” o una “rivoluzione popolare globale”, e iniziassero a distaccarsi dall'attuale civiltà in vari modi diversi (chi inventando modi per ottenere acqua potabile senza bisogno delle aziende idriche, chi inventando modi di riscaldare le case senza bisogno delle aziende del gas, chi ideando modi per liberarci dalla necessità di avere polizia, o carceri, o tribunali, o denaro, ecc.), alla fine non avremmo un'unica rivoluzione popolare, ma cento, mille, diecimila.

Non ci sarebbe nemmeno bisogno di collaborare con altre persone, per iniziare. Perfino un singolo individuo potrebbe cominciare a usare le proprie idee, conoscenze e capacità per sperimentare per conto suo. Micheal Reynolds ha agito in questo modo, vent'anni fa, e i suoi tentativi solitari hanno portato alla creazione delle Earthships, e sono stati presi a modello da migliaia di altre persone che hanno creato dei villaggi indipendenti ed ecosostenibili. Non è necessario uno sforzo comune e coordinato di milioni o miliardi di individui, è sufficiente l'azione di piccoli gruppi di volenterosi o addirittura di singoli individui creativi. (Naturalmente, nulla vieterà a queste cellule rivoluzionarie di comunicare tra di loro, integrando l'una i progressi delle altre, scambiandosi idee e tecniche e migliorandosi a vicenda. Anzi, un simile modo di procedere sarebbe auspicabile.)

E dato che tutte queste piccole “cellule rivoluzionarie” si allontanerebbero dalla nostra civiltà, chi in una direzione (ad esempio l'indipendenza dalle aziende elettriche o dai carburanti fossili) e chi in un'altra (come l'indipendenza dalle importazioni di cibo), chi più, chi meno drasticamente e rapidamente, il risultato finale sarebbe non solo di aver superato la nostra civiltà, ma anche di aver creato
innumerevoli nuovi modi di vivere, necessariamente meno nocivi di quello attuale (che è il peggiore concepibile, la "cultura del massimo danno").

Essendo la diversità e la varietà (sia genetiche che, nel caso degli umani,
culturali) fonti di resistenza e di salute per una specie, il risultato di una simile rivoluzione frammentata sarebbe perfino migliore di quello che si otterrebbe se un'unica rivoluzione popolare imperversasse per tutto il pianeta e generasse un solo nuovo modo di vivere. Inoltre, una rivoluzione frammentata di questo tipo sarebbe molto più facile da realizzare.



Anziché cercare di convincere tutti della bontà di una singola ideologia e di unirli tutti sotto un'unica bandiera (come il socialismo), daremmo a tutti la libertà di vivere come vogliono, anche in modi contraddittori (perfino continuare a vivere nella cultura del massimo danno sarebbe permesso e non proibito o perseguito in alcun modo, se uno scegliesse di farlo).

Anziché avere dei leader che invariabilmente finirebbero per corrompere la rivoluzione e inquinare i nostri sforzi, ne renderemmo impossibile la comparsa.

Anziché abbattere i muri della prigione in un unico punto, come un bulldozer, ne usciremmo attraverso miriadi di crepe. (Il che renderebbe anche molto più difficile fermarci ai difensori dello status quo.)

(FAQ correlate: FAQ sul tribalismo e sulla Nuova Rivoluzione Tribale n° 8.)


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