F.A.Q.
Domande frequenti sulle idee di Daniel Quinn

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FAQ sul tribalismo e sulla Nuova Rivoluzione Tribale n° 16:
Come fa Quinn a sostenere che i popoli Lascia non abbiano problemi come depressione, crimine, suicidi, senso di inutilità e male di vivere generalizzato? Che prove ha?

Prove matematiche nessuna, perché in questioni simili non è possibile averle, ma di un tipo diverso sì.
Sebbene nessun antropologo abbia mai effettuato uno studio su questo argomento specifico, va notato un dettaglio molto significativo: non esiste alcun antropologo che abbia mai descritto una tribù Lascia con problemi di depressione, suicidi, crimine e male di vivere generalizzato. Nonostante gli antropologi descrivano le culture che studiano in ogni minimo dettaglio, mai nessuno ha riferito di difetti simili in una cultura tribale.
Questo naturalmente a eccezione delle culture Lascia che sono state contaminate dalla nostra, venendo schiavizzate, dileggiate, private della propria cultura e della propria identità e lasciate smarrite ai margini della nostra civiltà o in una riserva, e per reazione hanno sviluppato i nostri stessi malanni (i nativi americani, per esempio, o i Maori, entrambi precipitati nell'alcolismo e nella delinquenza dopo aver fatto la nostra conoscenza).

Le culture Lascia contaminate dalla nostra hanno sempre mostrato segni di degrado culturale e psicologico, ma nessuna delle culture tribali "intatte" è mai stata descritta come in possesso di quei difetti sociali che per noi sono endemici. E sebbene innumerevoli culture tribali siano a conoscenza di stupefacenti naturali più o meno potenti (le foglie di coca vengono consumate da millenni ovunque ce ne siano), non è mai stato descritto un solo caso di abuso di sostanze.
A meno di non voler sostenere che gli antropologi abbiano sempre nascosto di proposito i difetti sociali e i problemi psicologici delle tribù Lascia, si deve concludere che non ne abbiano mai parlato perché non sono mai stati trovati.

Probabilmente la causa dell'assenza di questi problemi psicologici e sociali nelle società tribali è dovuta al fatto che esse, a differenza delle nostre megasocietà, sono in grado di soddisfare i bisogni più fondamentali di tutti gli esseri umani.
Le tribù infatti forniscono ai propri membri:
  • Un'identità chiara e innegabile, di cui nessuno dubita mai neanche per un attimo.
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  • Dei sistemi sociali (economici, legali, religiosi, bellici, educativi) che funzionano per TUTTI i membri e non solo per i pochi in cima alla piramide e per le aziende, eliminando così ogni senso di frustrazione, di ingiustizia e di oppressione, nonché ogni sfruttamento dei ricchi ai danni dei poveri, dato che il cibo nelle tribù non è tenuto sotto chiave da pochi individui e che la loro ricchezza non è cumulabile.
    .
  • La libertà di vivere come preferiscono, senza dover accettare leggi o imposizioni sgradite da parte di nessuno. Se qualcuno prova ad autoeleggersi tiranno e a sfruttare e sottomettere gli altri, questi possono semplicemente andarsene e creare una nuova tribù, dato che hanno capacità di sopravvivenza tanto elevate da poter soddisfare ogni loro necessità usando l'ambiente intorno a loro. I popoli tribali, a differenza di noi civilizzati, non sono dipendenti da istituzioni o da autorità superiori per vivere.
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  • L'appartenenza a un ristretto gruppo non impersonale di individui che hanno relazioni a lungo termine di sostegno reciproco sia materiale che emotivo, anziché di perpetua e spietata competizione e/o di indifferenza.
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  • Una visione del mondo e di loro stessi non contraddetta dai fatti e non distruttiva, che dice loro esattamente chi sono e che cosa ci fanno in questo mondo senza lasciarli nel dubbio, senza farli sentire in colpa convincendoli di essere malvagi e una "pestilenza" per il pianeta, e senza costringerli a divorare sempre più il pianeta ogni giorno solo per restare vivi.
Secondo Desmond Morris, "siamo, e probabilmente lo resteremo sempre, dei semplici animali tribali" (D. Morris, "Lo zoo umano"), non adatti alla vita nelle nostre supertribù moderne di milioni di individui che non si conoscono tra loro e che sono in costante e feroce competizione l'uno con l'altro per poche risorse, anziché aiutarsi a vicenda in ogni occasione per il successo comune. E' solo naturale che vivere in un modo così radicalmente diverso da quello con cui ci siamo evoluti per milioni di anni sia inadatto e insoddisfacente per la maggior parte di noi - per quanto sia senza dubbio idilliaco per i pochissimi in cima alla nostra piramide.

E' emblematico il caso della Cina, la nazione che probabilmente sta attraversando la modernizzazione e la crescita economica più rapide del pianeta ma che vede il livello di felicità e di soddisfazione esistenziale dei propri abitanti calare tanto più aumenta la loro ricchezza. (fonte - cache) E gli Stati Uniti, in cui si prescrivono 118 milioni di ricette per antidepressivi all'anno, sono all'incirca nella stessa situazione. (fonte - cache) Per quanto sicuramente gli interessi economici delle compagnie farmaceutiche e la connivenza dei medici contribuiscano a gonfiare questi dati, è fuor di dubbio che la depressione oggigiorno sia un enorme problema negli Stati Uniti (e non solo). Quasi un'epidemia.
E' opportuno anche ricordare che un recente sondaggio (cache) ha rilevato che al 70% degli americani non piace il proprio lavoro e il 20% lo odia tanto da sabotarlo attivamente. Senza contare che il 30% che ha affermato di non essere scontento del proprio lavoro non necessariamente continuerebbe a farlo ogni giorno, se avesse un'alternativa migliore.
E' evidente che lo stile di vita Prendi non sta dando a queste persone ciò di cui hanno davvero bisogno.

Quasi tutti noi moderni umani civilizzati soffriamo di un brutto caso di mancanza di tribù. E i sintomi sono proprio quelli che conosciamo benissimo: depressione, male di vivere, senso di inutilità e di assenza di scopo, suicidi, crimini sempre più frequenti, senso di non-appartenenza, abuso di droghe, di tv, di gioco d'azzardo e degli altri palliativi a nostra disposizione, ansia per il futuro, senso di solitudine, e in generale degrado sociale e psicologico.

Molti (i soggetti definiti "psicologicamente sani") riescono in qualche modo a sopperire a questa mancanza di tribù grazie a dei surrogati tribali, come l'appartenenza a una religione e/o a circoli di parenti, amici e colleghi. Ma dato che ognuno continua a doversi guadagnare da vivere da solo e non in gruppo (con la conseguente paura di perdere il lavoro e la casa) e a essere invischiato in un sistema basato sulla competizione costante anziché sulla collaborazione reciproca, si tratta, come detto, solo di surrogati di una verà tribù. E come per tutti i surrogati, l'effetto non è paragonabile all'originale. Così l'ansia per il futuro, la sfiducia verso i propri simili e verso la società e le istituzioni,
un senso di inutilità e un generico male di vivere sopravvivono (benché in forma più leggera) anche in questi fortunati, che infatti non si fanno mancare i palliativi che la nostra civiltà mette loro a disposizione.
Quelli che poi non hanno neanche l'aiuto esistenziale di questi surrogati tribali, sono in una situazione ancora più grave.



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