F.A.Q.
Domande frequenti sulle idee di Daniel Quinn

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FAQ sulla sovrappopolazione n° 7:
Come facciamo a sapere con certezza che prima dell'agricoltura totalitaria gli umani mantenevano un equilibrio stabile con l'ambiente?

A questa domanda ha risposto il Dr. Alan Thornill, che fa da consulente a Quinn sugli aspetti scientifici del suo lavoro:

"In realtà, NESSUNA specie è in equilibrio stabile con il proprio ambiente (e se ne si trova una che lo è, non lo rimarrà a lungo). Cambiamenti ambientali costringono gli individui a passare continuamente (se possono) dalla riproduzione/propagazione dei loro geni in tempi floridi alla sopravvivenza in tempi grami. (Ovviamente, queste sono le due estremità dello spettro.) Dato che gli individui passano da "fai dei figli" (o dei semi) ad "aggrappati a tutte le risorse per sopravvivere a tutti i costi", e dato che le popolazioni sono composte da individui che saranno tutti soggetti all'incirca alle stesse condizioni ambientali, ci si può aspettare che le dimensioni di TUTTE le popolazioni fluttueranno intorno alla capacità di sostentamento di un'area. (E' da notare che anche la capacità di sostentamento di un'area cambierà in seguito a modifiche ambientali.)

Ho trascurato i fattori che possono causare i cambiamenti ambientali - possono essere di tutto: aumento dei predatori, competizione con le altre specie per le risorse, cattivo clima, disastri naturali, epidemie di parassiti, ecc. Attraverso questi cambiamenti, le specie sono in un equilibrio dinamico e in costante mutamento, non perché scelgano che sia così, ma perché con il susseguirsi delle epoche e delle condizioni, cambiano anche necessariamente le specie più avvantaggiate.

Il fatto che gli umani siano sopravvissuti per più di 200.000 anni SENZA distruggere il mondo intorno a loro, suggerisce che un tempo anche noi vivevamo seguendo le regole della "competizione limitata" che Dan descrive nei suoi libri. Il fatto che ora stiamo distruggendo ogni creatura vivente sul pianeta per fare posto al nostro cibo o al cibo del nostro cibo (trasformando la biomassa del pianeta in massa umana), significa che non stiamo più giocando "secondo le regole". Per usare le parole di Dan, non stiamo più vivendo "nelle mani degli dei"."


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