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Domande frequenti sulle idee di Daniel Quinn

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FAQ sulla sovrappopolazione n° 10:
Dove sono le prove matematiche che la popolazione umana è una funzione della disponibilità di cibo e che sia impossibile evitare di aumentare di numero quando si aumenta la produzione alimentare?

L'idea di Quinn più controversa è forse quella secondo cui la popolazione umana è una funzione della disponibilità di cibo (fonte, cache, PDF), ed è pertanto impossibile aumentare la produzione alimentare senza aumentare anche di numero (a meno di non distruggere il cibo in più prodotto senza consumarlo, certo).
Quest'idea porta Quinn a sostenere che dobbiamo smettere immediatamente di produrre sempre più cibo ogni anno che passa (anzi, dobbiamo cominciare a ridurne gradualmente la produzione) se vogliamo sconfiggere piaghe come la sovrappopolazione (che minaccia di farci estinguere) e la fame nel mondo.

Critici di quest'affermazione la rifiutano sostenendo che non esistono prove certe della sua veridicità, quindi è solo una teoria senza fondamento e usarla come base per un ragionamento o un esperimento sarebbe illogico e antiscientifico. Ma la faccenda è più complicata di così.

Il motivo per cui non esistono prove matematicamente certe che l'aumento della disponibilità di cibo causi sempre e inevitabilmente una crescita demografica, è che la natura della questione rende impossibile che possano esistere. Come potrebbero esistere prove matematiche di una cosa simile? Come le si potrebbero trovare? Come si potrebbe verificare con certezza che all'aumentare del cibo disponibile aumenti SEMPRE anche la popolazione, senza eccezioni? Quali e quanti esperimenti si dovrebbero fare? In che modo? Con quante persone? Per quanto tempo? In quali condizioni?
E' impossibile verificare quest'affermazione in ogni possibile condizione (essendo esse infinite), quindi rimarrà sempre il dubbio che dopotutto la connessione tra aumento di cibo e crescita demografica non sia inevitabile, a dispetto di tutte le volte in cui è stata osservata in passato.

La connessione tra disponibilità di cibo e popolazione è per sua natura impossibile da dimostrare matematicamente con certezza assoluta. Ma questo non significa che sia priva di valore cognitivo, di validità scientifica e di utilità pratica. Il metodo scientifico non dice che in assenza di prove certe si può scegliere liberamente la teoria che si preferisce. Dice che in quel caso si deve scegliere la teoria che spieghi TUTTI gli elementi in gioco nel modo più semplice e logico, senza ignorarne o contraddirne nessuno.
Ed è proprio questo il caso della teoria secondo cui
la popolazione umana è una funzione della disponibilità di cibo.

Questa teoria è l'unica che riesca a spiegare il fatto (che altrimenti sembra paradossale) per cui all'aumentare della produzione di cibo molto spesso aumenta anche la fame (aumentando il cibo infatti aumenta anche la popolazione e quindi le risorse alimentari disponibili risultano di nuovo insufficienti).
E sebbene sia priva di prove matematiche, è sostenuta e confermata dagli ultimi diecimila anni di indizi, che mostrano chiaramente come la crescita della popolazione abbia sempre seguito di pari passo l'incremento della produzione alimentare. Ogni volta che quest'ultima è salita (prima con la Rivoluzione Agricola, poi con quella Industriale e infine con la Rivoluzione Verde), il ritmo di crescita della nostra popolazione è aumentato in proporzione. Ogni volta, senza eccezioni.

Di contro, la teoria "rivale" che sia possibile aumentare la produzione alimentare senza anche aumentare di numero non solo è anch'essa priva di prove certe (non dimentichiamolo), ma è contraddetta dall'evidenza storica degli ultimi dieci millenni. Scegliere questa teoria anziché quella di Quinn, supportata da innumerevoli indizi e dalle leggi dell'ecologia (che mostrano che la stessa cosa avviene a ogni popolazione animale), è insensato e contrario al metodo scientifico.

Senza contare che vìola un importante principio logico (e di buon senso): se una strategia ha mostrato di non funzionare ogni volta che è stata applicata, è meglio cercarne di nuove che siano più efficaci. Soprattutto quando la posta in gioco è la sopravvivenza della nostra specie.
Aumentare la produzione alimentare anno dopo anno non ha mai fatto altro che aumentare anche la nostra popolazione (salvo riduzioni temporanee dovute a pestilenze o guerre)
e peggiorare la nostra situazione ambientale, anno dopo anno. Forse è il caso di provare una soluzione alternativa, anziché insistere a utilizzare solo questa. Soprattutto considerando i danni catastrofici che la sovrappopolazione sta causando.

Definendo la connessione tra disponibilità di cibo e crescita demografica "solo" una teoria e rifiutandosi per questo di prenderla in considerazione, si implicano tre cose non vere:
  1. Che la teoria alternativa sia un fatto accertato e non una teoria anch'essa.
  2. Che quando non si ha una risposta certa al 100% si può scegliere quella che si preferisce a prescindere dalla sua validità, coerenza ed esaustività.
  3. Che una teoria sia priva di validità scientifica, che sia solo un'idea campata in aria e fondata sul niente e quindi possa venire ignorata.
Le prime due affermazioni implicite le abbiamo già trattate. Veniamo alla terza.

Come ha detto Quinn stesso riguardo l'evoluzione: "
[...] nella scienza una teoria non è una congettura non dimostrata, è un concetto che organizza degli elementi". Capita molto spesso nella ricerca scientifica che non si possano avere prove matematiche della validità di una certa teoria a causa della natura della questione in esame (e di limitazioni di tempo e strumentazioni), ma questo non significa che si possano ignorare le teorie sostenute e confermate da tutti i dati esistenti e scegliere di credere ad altre teorie che non riescono a spiegarne alcuni o addirittura ne vengono contraddette. La teoria con la maggiore validità e coerenza va preferita, a meno di non voler gettare il metodo scientifico e la razionalità dalla finestra.

Anche l'evoluzione è "solo" una teoria, perché anche in quel caso è impossibile ottenere prove matematicamente certe, ma non vuol dire che abbia scientificamente senso credere al creazionismo e ignorare il potere esplicativo, predittivo e chiarificatore
dell'evoluzione.

Perfino la gravità è "solo" una teoria (si sa che gli oggetti si attraggono a vicenda ma non si sa ancora con certezza perché e come questo avvenga), ma la teoria della gravitazione basata sulla relatività di Einstein è ormai confermata da tanti di quegli elementi che (quasi) nessuno si sognerebbe di ignorarla per questo (nonostante presenti ancora alcune anomalie e discrepanze).

In conclusione, a dispetto della mancanza di prove matematiche, la teoria secondo cui la popolazione umana (come quella di qualunque altra specie) è una funzione della disponibilità di cibo è la miglior base teorica attualmente in nostro possesso per capire e risolvere problemi come la sovrappopolazione e la fame globale. Continuare a ignorarla e ad applicare teorie che si sono regolarmente dimostrate inefficienti aggrappandosi al pretesto che non esistono prove certe al 100% della sua validità, significa fraintendere il funzionamento del metodo scientifico e continuare a dirigersi verso la catastrofe.

(Vedi anche le FAQ sulla sovrappopolazione n° 2, 3, 6.)


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