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Domande frequenti sulle idee di Daniel Quinn

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FAQ sulla sovrappopolazione n° 1:
Quinn non capisce di che sta parlando. Il nostro pianeta non è affatto sovrappopolato, solo alcune aree lo sono, ma il resto è quasi vuoto. La sovrappopolazione non esiste nemmeno, come problema.

La sovrappopolazione si ha quando la popolazione di un certo territorio è eccessiva per le capacità di sostentamento di quel territorio. Quando quel territorio non riesce a produrre risorse sufficienti a sostentare stabilmente e indefinitamente la popolazione che ospita.
Questa è esattamente la situazione in cui ci troviamo: secondo tutte le ricerche più recenti, infatti, stiamo usando più risorse di quanto l'ambiente sia in grado di rigenerare. Il 50% in più (cache). In altre parole, stiamo vivendo in un modo insostenibile che di questo passo ci porterà sicuramente all'esaurimento del nostro ambiente (e quindi all'estinzione, visto che senza ambiente non avremmo modo di sopravvivere).

Non ha senso distinguere tra le singole popolazioni umane e obiettare che alcune aree non sono sovrappopolate. Anche in India ci sono zone poco popolate, ma se si considera la nazione nel suo complesso, ci si accorge che è gravemente sovrappopolata, perché le aree poco popolate sono solo una parte minima del totale. Allo stesso modo, quando si parla del nostro pianeta come ambiente, quella che conta è la popolazione umana globale. E la popolazione globale è troppa, per le capacità di carico del nostro pianeta, come dimostra il fatto che usiamo più risorse di quelle che è in grado di rigenerare.

Ricordatevi sempre che ciò che conta non è lo spazio fisico ma la capacità portante dei vari territori. Anche dieci persone possono essere sufficienti a sovrappopolare un'area di cento chilometri quadrati, se quell'area è un deserto capace al massimo di sostentare tre persone.

Quindi mostrare, come fanno molti, delle mappe della popolazione del nostro pianeta e indicare tutte le zone ancora quasi vuote non ha senso: quelle zone (di solito si tratta di aree troppo calde, troppo fredde, troppo rocciose, ecc.) hanno capacità portanti così scarse che ospitano già la massima quantità di umani che possono sostentare. Oppure si tratta delle poche foreste pluviali rimaste al pianeta (che dobbiamo assolutamente conservare come sono, visto che sono essenziali per avere aria respirabile).
Anche se a prima vista guardando quelle mappe sembra che ci sia ancora spazio in abbondanza e che molte zone del pianeta stiano andando quasi "sprecate", in realtà non è affatto così.

In uno studio (cache) intitolato “Cibo, Terreno, Popolazione e l'economia degli Stati Uniti”, David Pimentel, professore di ecologia alla Cornell University, e Mario Giampietro, ricercatore all'INRAN (l'Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione), hanno stimato che la massima popolazione sostenibile sarebbe di 2 miliardi di persone per l'intero pianeta. Altri invece pongono il limite persino più in basso, a 500 milioni di persone al massimo.

E' bene precisare, comunque, che ciò che conta non è tanto il numero di persone ma la loro impronta ecologica, quindi limitarsi a stabilire una soglia massima di popolazione assumendo che vivano tutti secondo gli standard attuali non basta, bisognerebbe anche stabilire un'impronta ecologica massima da non superare per nessun motivo. Se la popolazione fosse di soli due miliardi ma ognuno di essi consumasse cento volte più di quanto noi occidentali consumiamo attualmente, quei due miliardi sarebbero comunque troppi. ("Ma allora", si dirà a questo punto, "per risolvere la crisi ecologica basta ridurre i nostri consumi di risorse ambientali, non serve ridurre la nostra produzione di cibo per far calare la popolazione!". In teoria, sì. In pratica, quest'idea purtroppo non è affatto promettente.)

Stime sul fronte opposto invece hanno fornito, nel corso degli anni, cifre da capogiro, arrivando ad affermare che la Terra potrebbe sostentare senza problemi decine di miliardi o addirittura TRILIARDI di persone. Ma queste stime non sono solo iper-ottimistiche, sono ANTISCIENTIFICHE, dato che ignorano completamente tutti i dati a nostra disposizione, che mostrano come in realtà siamo GIA' troppi, visto che i nostri attuali 7 miliardi causano uno sfruttamento ambientale 
del 50% insostenibile (cache). Se la popolazione attuale è già insostenibile, non si capisce come si possa pensare che decine di miliardi o triliardi di persone non lo sarebbero.

Alcuni (qui un esempio di stampo religioso - cache) rifiuteranno la realtà della sovrappopolazione affermando che se concentrassimo tutti gli esseri umani esistenti in un unico posto, potrebbero entrare in un'area delle dimensioni dell'Alaska senza nessun problema, lasciando vuoto il resto del pianeta. Il pio autore dell'articolo linkato conclude dicendo: "C'è spazio in abbondanza. Siamo ancora ben lontani dal realizzare il compito che Dio ci ha assegnato di 'essere fecondi e moltiplicarci fino a riempire la Terra e sottometterla'."

Quest'argomentazione è ovviamente ridicola, e per rendersene conto basta considerare l'aspetto più essenziale della vita umana: la produzione di cibo. Produrre abbastanza cibo per 7 miliardi di esseri umani richiede una devastazione ambientale insostenibile, come già detto, soprattutto considerando che tale devastazione è in costante aumento a causa del circolo vizioso "più cibo ---> più popolazione ---> ancora più cibo ---> ancora più popolazione" su cui si fonda la nostra civiltà, e questo significa che così tante persone alla fine causeranno sicuramente un collasso ecologico. ("Insostenibile" vuol dire proprio questo.)

Quei 7 miliardi di individui, quindi, non potrebbero vivere tutti in un'area delle dimensioni dell'Alaska, al massimo potrebbero morirci di fame. Per alimentarsi hanno bisogno di usare molto ma molto più territorio di quello. Tanto da finire con l'autodistruggersi.
E se consideriamo anche tutte le altre cose che la nostra civiltà ha bisogno di produrre per continuare a esistere e la cui produzione danneggia l'ambiente (tessuti, macchinari, elettronica, edifici, ecc.), il quadro diventa ancora più fosco.

No, non ci sono ancora spazio e risorse in abbondanza, e continuare a crederlo non potrà che avere esiti catastrofici.


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