F.A.Q.
Domande frequenti sulle idee di Daniel Quinn

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FAQ sulle soluzioni proposte dalla nostra civiltà e sui loro difetti n° 8:
I biocombustibili non sono un passo avanti promettente?

I biocombustibili sono combustibili di derivazione vegetale (colza, grano, mais, bietola, canna da zucchero) anziché fossile. Provenendo da una risorsa rinnovabile come le coltivazioni dovrebbero teoricamente essere disponibili in quantità illimitate, ma recentemente si sta scoprendo che la situazione è meno rosea di quanto inizialmente prospettato. Nonostante comportino alcuni vantaggi (come una minore emissione di gas serra e inquinanti vari durante la combustione), i biocombustibili sono molto lontani dall'essere la soluzione al problema energetico che molti credono, per vari motivi.

Innanzitutto, anche se bruciare i biocombustibili inquina molto meno rispetto ai combustibili fossili, le coltivazioni intensive dei vegetali da utilizzare poi come carburante sono inquinanti ed ecologicamente distruttive quanto le coltivazioni a scopo alimentare, quindi anche risolvendo il problema energetico rimarrebbe quello della degradazione degli ecosistemi.

Poi c'è il fatto che il consumo di energia per ottenere questi biocombustibili sarebbe, secondo alcune fonti (cache), pari o addirittura superiore alla quantità di energia che essi permettono di generare, rendendo quindi inutile l'intero processo.

Infine, secondo alcuni esperti la quantità di terreno coltivabile è troppo limitata per alimentare tutti i veicoli esistenti tramite biocombustibili e contemporaneamente produrre abbastanza cibo per la popolazione globale. Ma una riduzione della produzione alimentare, come abbiamo visto, potrebbe non essere affatto un difetto.

Se anche i biocombustibili di seconda generazione attualmente in via di sviluppo riusciranno davvero a sostituire i combustibili fossili senza più inquinare e in modo sostenibile come si spera, in ogni caso c'è da tenere sempre presente che la crisi energetica è solo uno dei molti aspetti della crisi ecologica, e nemmeno il più grave.



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