F.A.Q.
Domande frequenti sulle idee di Daniel Quinn

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FAQ sulle soluzioni proposte dalla nostra civiltà e sui loro difetti n° 5:
L'innovazione tecnologica alla fine non arriverà a una soluzione?

L'idea che la tecnologia risolverà tutti i nostri problemi, anche quelli che essa stessa ha creato, continua a essere dominante nella nostra civiltà, che sulla tecnologia è fondata. Si tratta di una credenza molto comoda, perché alla massa richiede solo di aspettare che gli esperti migliorino la conoscenza scientifica fino a scoprire una panacea universale. Sfortunatamente, però, non ha basi né empiriche né logiche.

Se l'avanzamento tecnologico tendesse a diminuire sempre più il numero di problemi sociali e ambientali, oggi ne avremmo di meno rispetto a due o tre secoli fa. Invece quell'epoca oggi ci sembra così semplice, in confronto alla nostra, da venire vista addirittura come un'età dell'oro, priva com'era di depressione, perdita di valori, gioventù fuori controllo, abuso di sostanze, ecc.
Molte persone, ispirate dall'apparente semplicità e purezza dei secoli passati, hanno perfino creato delle comuni in cui si utilizza solo la tecnologia precedente alla Rivoluzione Industriale.

L'esperienza passata ci mostra come l'innovazione tecnologica, a dispetto delle sue costanti promesse di maggiore semplicità e benessere, abbia in realtà creato invariabilmente più problemi di quanti ne abbia risolti, e non c'è alcun motivo di credere che la situazione cambierà in futuro. Basti pensare all'automatizzazione delle industrie, che veniva dipinta come il mezzo per ottenere un paradiso terrestre in cui le macchine avrebbero svolto ogni compito e gli esseri umani sarebbero stati liberi dalla schiavitù del lavoro. Sappiamo bene che le cose sono andate molto diversamente.

Un altro problema dell'affidarsi all'innovazione tecnologica è che i profani hanno solo un'idea imprecisa delle nostre attuali capacità scientifiche. Nei media non specializzati, infatti, vengono pubblicizzate unicamente le scoperte e le vittorie, ma
senza scendere nei dettagli ed esaminarne i limiti e gli effetti collaterali nocivi. Questo dà l'impressione alla vasta maggioranza che la tecnologia sia in grado di compiere miracoli e di fare praticamente qualunque cosa, ma la situazione reale è molto diversa.
 
Abbiamo già accennato a come molte discipline considerate comunemente scientifiche siano in realtà trans-scientifiche, ossia non basate su conoscenze certe ottenute tramite rigorose sperimentazioni, perché tali sperimentazioni non possono venire svolte per mancanza di strumenti adeguati o di tempo sufficiente. La produzione di Organismi Geneticamente Modificati è un perfetto esempio di trans-scienza spacciata per scienza: quando introduciamo una specie GM in un ecosistema non abbiamo alcun modo di prevedere le conseguenze a lungo termine sulle altre specie, ed è già avvenuto che le specie GM abbiano invaso i territori confinanti soppiantandone le specie autoctone o ibridandosi con esse, senza che potessimo fare nulla per controllarle o limitarle.
Anche qualunque altra modifica ambientale su larga scala appartiene alla trans-scienza, dato che non siamo in grado di prevederne o controllarne gli effetti a lungo termine.

A dispetto dell'aura di onnipotenza e sacralità di cui gode, è un dato di fatto che la nostra scienza ora come ora non è neanche lontanamente in grado di simulare, né in piccolo né tantomeno su scala globale, nemmeno uno dei vari servizi essenziali che gli ecosistemi forniscono automaticamente e gratuitamente all'intero pianeta. E non c'è motivo di credere che le cose cambieranno sensibilmente nell'immediato futuro, essendo il settore della tecnologia ecosostenibile ancora molto trascurato perché poco redditizio in confronto ad altri, come quello informatico o della telefonia cellulare, che giocano un ruolo di primo piano nell'economia mondiale e in cui, di conseguenza, l'avanzamento è incredibilmente rapido e costante.

Certo, la tecnologia applicata alla salvaguardia dell'ambiente ha conosciuto un'importanza sempre maggiore negli ultimi anni, questo è vero, ma si tratta comunque di un processo molto lento e graduale, e gli obiettivi da raggiungere (ossia trovare il modo di produrre ciò che vogliamo senza nel frattempo distruggere il nostro ambiente) sono ancora lontanissimi. E' molto dubbio che riusciremo a risolvere anche solo il problema energetico, che è quello in cui stiamo riversando più impegno, perché le fonti alternative continuano a essere tanto inefficienti da poter essere considerate trascurabili. E il tempo che ci rimane prima del collasso ambientale potrebbe non essere molto.

Continuare a sperare nell'innovazione tecnologica significa inoltre essere ancora prigionieri della mitologia culturale Prendi, e in particolare della credenza secondo cui noi umani siamo una specie superiore alle altre, per cui ci verrà concesso ciò che alle altre specie è proibito: vivere in violazione delle leggi ecologiche grazie alla nostra tecnologia e al nostro intelletto (distruggendo più di quanto l'ambiente sia in grado di rigenerare, eliminando le altre specie ma continuando a esistere, ecc.).

Anziché mirare a usare la tecnologia per portare avanti la civiltà Prendi il più possibile, tappandone freneticamente le falle (per esempio cercando modi di produrre più cibo o di ridurre l'inquinamento), sarebbe molto più utile e sensato provare a usarla per trovare nuovi modi di vivere che siano sostenibili e non spacciati in partenza.

(FAQ correlate: FAQ generica n° 18.)

(Vedi anche il saggio di Quinn: "La Tecnologia e l'Altra Guerra" su questo tema.)


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