F.A.Q.
Domande frequenti sulle idee di Daniel Quinn

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FAQ sulle soluzioni proposte dalla nostra civiltà e sui loro difetti n° 4:
Che ne pensi della Modernizzazione Ecologica? O di quella Riflessiva?

Negli anni più recenti, due prospettive teoriche hanno destato particolare interesse nella sociologia dell'ambiente: la Modernizzazione Ecologica e quella Riflessiva.

La Modernizzazione Ecologica si propone sia come una teoria che come un concreto programma politico. Le sue tesi di base sono: effettuare una riforma delle democrazie industriali perché comincino a sfruttare le risorse naturali in modo non esauriente e non inquinante; convincere gli imprenditori e gli Stati a non ostacolare ma anzi a incentivare questa riforma; convincere i movimenti ambientalisti a smettere di opporsi per principio allo status quo e a collaborare con lo Stato e con gli imprenditori nella riforma.
La Modernizzazione Ecologica, insomma, sostiene che una riforma ecologica sia politicamente ed economicamente fattibile, e che si debba incentrare sull'innovazione tecnologica. La tecnologia deve quindi migliorare fino a divenire in grado di rimediare ai propri difetti.
Le critiche mosse a questa teoria sono molte. Innanzitutto, si tratta più di un buon proposito che di un programma vero e proprio, perché non spiega come raggiungere i suoi – seppur lodevoli – obiettivi. Poi non è affatto detto che riusciremo ad arrivare a un punto in cui la tecnologia diverrà in grado di rimediare ai propri difetti (finora per ogni problema che ha risolto ne ha creati altri tre). Infine, non è affatto detto che sia concretamente realizzabile, tantomeno a livello globale, in tutte le varie e differenti società esistenti. (Questo senza contare tutte le limitazioni che comunque avrebbe in quanto programma, dato che i programmi sono sempre e inevitabilmente meno efficaci di una nuova visione.)

La Modernizzazione Riflessiva, invece, è stata descritta dai sociologi Ulrich Beck e Anthony Giddens. Anch'essa ritiene – senza alcun fondamento concreto – che l'innovazione tecnologica sia l'unico modo di porre rimedio ai problemi che essa stessa ha causato, ma si differenzia dalla Modernizzazione Ecologica nel credere che anche le istituzioni sociali vadano modernizzate. Esse, infatti, ora funzionano in senso tradizionale: gli esperti prendono le decisioni e il popolo può al massimo scegliere tra le alternative da essi proposte. Perché la crisi ecologica venga risolta sarebbe quindi necessario che le informazioni divengano disponibili a tutti in modo chiaro, completo e inalterato, che si sviluppi una capacità di riflessione collettiva sui problemi che ora sono appannaggio di pochissimi addetti ai lavori, e che ogni individuo divenga in grado di ragionare con la propria testa e per il benessere comune anziché personale.

Secondo la Modernizzazione Riflessiva, insomma, è necessario che la natura umana cambi e che egoismo, disinteresse e miopia intellettuale vengano sostituiti da buona volontà, altruismo e intelligenza sufficiente a comprendere questioni tanto complesse da richiedere anni di studi. Sistemi utopistici simili sono non solo inutili, perché irrealizzabili, ma addirittura controproducenti, perché portano a sprecare in vicoli ciechi tempo ed energie che potrebbero essere impiegati in alternative con del potenziale. (Dettagli)

Aspettarsi che le persone comincino ad agire per altruismo, o che diventino più sagge e generose, o che siano disposte a rinunciare a ciò che hanno per qualcosa di inferiore, è illogico e inutile. Questo è il motivo per cui Quinn sostiene che il primo imprescindibile passo per un vero cambiamento sia di smentire la nostra mitologia culturale, il che includerebbe anche il far capire a tutti che cambiare radicalmente modo di vivere non significherebbe affatto rinunciare a delle cose ma OTTENERNE di nuove e migliori, e che il motivo per cui dovremmo farlo è la nostra convenienza personale e non quella di qualcosa o qualcun altro.

A differenza del solito, vano appello all'altruismo e alla generosità, insomma, Quinn propone una sorta di egoismo positivo.
(Per maggiori dettagli vedi la FAQ generica n° 11 e la FAQ sul tribalismo e sulla Nuova Rivoluzione Tribale n° 15.)



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