F.A.Q.
Domande frequenti sulle idee di Daniel Quinn

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FAQ sulle soluzioni proposte dalla nostra civiltà e sui loro difetti n° 3:
E riguardo l'ecologismo?

L'ecologismo considera la natura non come un semplice oggetto, ma come un soggetto politico, incapace di parlare per sé stesso ma comunque con un valore intrinseco indipendente da quello economico e con dei propri diritti che devono essere tutelati, nello stesso modo in cui vengono tutelati i diritti dell'uomo.

L'ecologismo, insomma, propone un cambiamento etico: dall'etica tradizionale (che considera l'uomo al vertice del mondo naturale e gli assegna il diritto di dominarlo) si passa all'etica ecologista (secondo cui esiste una profonda simbiosi e interdipendenza tra tutte le specie viventi, e quindi l'uomo non può vantare alcuna predominanza, priorità o dominio sul resto della natura).

Il problema è che alcuni meccanismi psicologici, detti regimi di giustificazione, mantengono questo cambiamento paradigmatico confinato al solo ambiente ecologista. Secondo Luc Boltanski e Laurent Thévenot, infatti, nelle dispute politiche odierne e nella mentalità comune si possono individuare vari regimi di giustificazione che le persone usano per poter conservare la propria (datata e fallace) visione dell'ambiente basata sull'etica tradizionale:
  • il regime domestico (che in sostanza propone di continuare con il metodo attuale per via della tradizione: si è sempre fatto così quindi è il modo giusto di agire);
  • il regime industriale (che considera l'industria capace di risolvere ogni problema e una cosa sempre positiva);
  • il regime civico (che considera degna di nota solo la volontà della maggioranza, a prescindere dalla validità dei suoi argomenti);
  • il regime commerciale (che, addirittura, sfrutta l'ecologia per creare nuove mode e occasioni di mercato e guadagno, come i negozi e i prodotti biologici, pervertendone completamente il vero significato).
Questi regimi di giustificazione vengono utilizzati continuamente in ogni discussione sull'argomento, sia formale che non, e permettono di evitare di dover cambiare la propria visione del mondo.
L'enorme massa di profani continua pertanto a ragionare secondo l'etica tradizionale e a considerare valide le fallacie culturali della nostra civiltà, e quindi le cose continuano a rimanere immutate (anzi, a peggiorare sempre di più). L'ecologismo viene reso inutile (o addirittura controproducente) da questi regimi di giustificazione, che negli appartenenti alla nostra civiltà sono istintivi e diffusi quanto la convinzione che l'uomo sia un'entità separata dalla natura.

Il risultato è che oggi l'ecologismo è un'arma spuntata, priva della potenza rivoluzionaria che dovrebbe avere, bloccato in controversie accademiche irrisolvibili e fini a se stesse, largamente frainteso e con la fama di essere solo un “lusso pretenzioso” usato per essere alla moda.



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