F.A.Q.
Domande frequenti sulle idee di Daniel Quinn

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FAQ sulle soluzioni proposte dalla nostra civiltà e sui loro difetti n° 2:
Quinn sta dicendo che raccolta differenziata, agricoltura biologica e tutti i vari programmi e le varie associazioni ambientaliste sono inutili?

No, sostiene che siano una cosa senz'altro positiva ma che da soli non siano sufficienti, dato che si sforzano semplicemente di controllare gli effetti negativi del problema anziché di eliminarne le cause. E nessun problema può essere risolto in questo modo.

I membri delle associazioni ambientaliste, infatti, sono vittime, se non di tutte, almeno di alcune delle fallacie culturali della nostra civiltà, e questo è il motivo per cui spesso faticano a individuare le cause del problema ambientale e si concentrano solo sui suoi effetti.

Inoltre le associazioni ambientaliste, come tutte le associazioni, sono soggette a una competizione spietata con tutte le altre organizzazioni che si occupano delle stesse questioni per una risorsa molto limitata: l'attenzione dell'opinione pubblica. C'è solo una quantità di attenzione pubblica molto limitata dedicata alle questioni ambientali, quindi le associazioni ambientaliste devono pensare a fare non tanto ciò che è più giusto per la causa, ma ciò che è più conveniente per loro, ciò che può far guadagnare loro più attenzione pubblica (e quindi più finanziamenti) possibile, altrimenti non sopravvivono.

Il risultato è che queste associazioni finiscono spesso per concentrarsi su questioni che commuovono e interessano l'opinione pubblica pur non avendo un impatto globale (come l'estinzione di pochissime specie di grandi animali), e per trascurare invece questioni molto più importanti o addirittura essenziali (come lo stile di vita della nostra civiltà), che però non attirano a sufficienza l'opinione pubblica a causa della loro complessità, dello sforzo personale che comporterebbe cercare di contrastarle e della sindrome NIMBY (Not In My Back Yard, ossia la tendenza a ignorare un problema finché non arriva a riguardarci personalmente), e quindi sono per loro controproducenti.

L'azione di queste associazioni ecologiste finisce quindi per essere marginale e insufficiente. Non ha senso cercare di salvare le balene o il panda gigante se il sistema che ne ha messo in pericolo l'esistenza continua a esistere e a peggiorare la situazione sempre di più. La minaccia di estinzione di queste grandi specie è solo un sintomo della malattia, e per giunta uno dei meno preoccupanti. La causa è altrove e, come abbiamo detto, non ha alcun senso concentrarsi su un sintomo ignorando la causa della malattia. Agendo in questo modo non si potrà mai risolvere alcun problema.
Greenpeace, il WWF, Legambiente e altre grandi associazioni ambientaliste diffuse in tutto il mondo continuano a fare manifestazioni e proteste da decenni e, a dispetto di alcuni occasionali successi (comunque circoscritti e temporanei), la situazione complessiva non solo non è migliorata, ma non ha mai cessato di peggiorare.
E' evidente che la loro azione da sola non è sufficiente.



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