F.A.Q.
Domande frequenti sulle idee di Daniel Quinn

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FAQ sulle soluzioni proposte dalla nostra civiltà e sui loro difetti n° 12:
La teoria della Decrescita non dice sostanzialmente quello che dice Quinn?

No, c'è una fondamentale differenza.
Quella della Decrescita è una scuola di pensiero secondo cui dovremmo ridurre selettivamente e volontariamente i consumi e la produzione economica per ristabilire l'equilibrio tra l'uomo e la natura e creare equità tra gli uomini.
Quindi dovremmo attuare uno stile di vita Prendi meno sfrenato dal punto di vista dei consumi e della produzione economica, ma per il resto rimarremmo sempre un popolo Prendi. Ossia sempre convinto che l'unica ricchezza esistente sia quella materiale e cumulabile, sempre convinto che il mondo appartenga all'uomo, sempre dipendente dall'agricoltura totalitaria, sempre in balìa del circolo vizioso "più cibo ---> più gente ---> ancora più cibo ---> ancora più gente".

La Decrescita infatti individua la causa della crisi ambientale e sociale della nostra civiltà nella produzione e nel consumo eccessivo di prodotti, che è sicuramente una concausa importante, ma trascura gli altri, devastanti effetti della sovrappopolazione e non si preoccupa di ridurla. Anche riducendo la produzione e il consumo, soltanto la produzione alimentare sempre maggiore per nutrire una popolazione in continua crescita sarebbe sufficiente a devastare gli ecosistemi e a condurci all'estinzione. Ci vorrebbe più tempo, ma la conclusione rimarrebbe la stessa. Ridurre la produzione di cibo per eliminare la sovrappopolazione (e la crisi ecologica che crea) rimane un passo imprescindibile.

La Decrescita propone poi di modificare le istituzioni e di renderle ecosostenibili e più preoccupate delle persone e del loro benessere piuttosto che della produzione dei prodotti, ma non dice come sarebbe possibile fare una cosa simile - ammesso che sia logicamente possibile, dato che quelle istituzioni sono fatte apposta per cercare esclusivamente un maggior sviluppo economico e per arricchire ulteriormente chi è già ricco, a discapito della massa.
Convincere le istituzioni a cambiare obiettivi e a essere meno avide e spietate assomiglia pericolosamente a un obiettivo utopistico. Un approccio più promettente sembra essere quello di fare a meno di queste istituzioni, che per loro natura non potranno mai funzionare per il bene della massa a discapito dei pochi ricchi. Ecco perché la Nuova Rivoluzione Tribale proposta da Quinn ha tra i suoi principi basilari quello di non dover essere iniziata o guidata da nessuna istituzione, organizzazione, individuo o partito politico.

Inoltre non si capisce perché una diminuzione dei consumi e dell'economia dovrebbe generare una società equa. La ricchezza rimarrebbe materiale e cumulabile, quindi rimarrebbero l'inevitabile divario tra ricchi e poveri e le relative prevaricazioni.

Senza contare l'improbabilità che una riduzione dei prodotti e dei consumi simile venga davvero attuata, visto che la rinuncia volontaria è il genere di cosa a cui quasi nessuno è disposto (soprattutto non i paesi in via di sviluppo, come Cina e India, che sono quelli che inquinano di più e che vogliono a tutti i costi raggiungere lo stile di vita statunitense, e vedono qualunque tentativo di convincerli del contrario come propaganda occidentale).

Le persone non rinunciano a ciò che hanno per qualcosa di inferiore, ma solo per qualcosa di MEGLIO. A meno di non far capire loro che la ricchezza cumulabile non è l'unico tipo di ricchezza né il più prezioso, non è possibile convincerle ad abbandonarla. Difenderanno la loro ricchezza Prendi con le unghie e con i denti fino all'ultimo centesimo, finché saranno convinte che è l'unico tipo di ricchezza che valga la pena avere.
Se si vuole che rinuncino alla ricchezza Prendi, si deve offrire loro ricchezza Lascia (e si deve spiegare loro di che si tratta e perché è migliore e più conveniente di quella Prendi).

Quinn sostiene che dobbiamo innanzitutto svelare le menzogne su cui si basa la nostra cultura Prendi e la nostra visione del mondo, in modo da depurarle del loro aspetto ecologicamente devastante. Si tratta di un cambiamento di paradigma molto più radicale e comprensivo di quello proposto dalla Decrescita (che si limita a sfidare la credenza che l'unica cosa che importi sia aumentare sempre più lo sviluppo economico). Si tratta di un cambiamento della nostra visione del mondo e del nostro posto in esso.
Una volta che la nostra visione del mondo sarà cambiata, le nostre azioni cambieranno spontaneamente e inevitabilmente, senza bisogno di istituzioni, programmi o costrizioni. A quel punto non saremo più né Prendi né Lascia tradizionali, ma qualcosa di nuovo e mai visto prima, con i pregi di entrambi e i difetti di nessuno (come i Loetschental).


(Vedi a riguardo la FAQ sul tribalismo e sulla Nuova Rivoluzione Tribale n° 15.)


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