F.A.Q.
Domande frequenti sulle idee di Daniel Quinn

LEGGI TUTTE LE FAQ IN UN'UNICA PAGINA
 
TORNA ALL'ELENCO DELLE FAQ

 

HOMEPAGE  |  FORUM  |  CONTATTAMI



FAQ sulle soluzioni proposte dalla nostra civiltà e sui loro difetti n° 11:
In cosa consisterebbe il ricondizionamento culturale?

Essendo la radice del problema di tipo culturale, l'unica soluzione davvero efficace e duratura all'attuale crisi ecologica sarebbe, secondo logica, una rivoluzione culturale simile (nel metodo di attuazione) alla Rivoluzione Industriale, che senza spargimenti di sangue o programmi politici si dedichi a modificare l'autodistruttiva ideologia della nostra civiltà.
Daniel Quinn ha enumerato le caratteristiche che una simile rivoluzione culturale dovrebbe avere (definendola "Nuova Rivoluzione Tribale"):

  1. Non potrà avvenire tutta in una volta e in un luogo solo come un colpo di stato.
  2. Verrà realizzata gradualmente, da persone che miglioreranno e integreranno l'una le idee dell'altra.
  3. Non avrà un leader (né un singolo individuo né un'organizzazione).
  4. Non verrà realizzata per iniziativa di governi o religioni.
  5. Non avrà un capolinea prefissato.
  6. Non procederà seguendo un programma.
  7. Ricompenserà coloro che contribuiranno alla rivoluzione con la “moneta” della rivoluzione (nella Rivoluzione Industriale, per esempio, coloro che producevano nuovi prodotti guadagnavano ricchezza materiale).
Si tratta chiaramente di un obiettivo molto ambizioso, al limite dell'utopistico. Uno degli ostacoli principali alla realizzazione di questa rivoluzione culturale è il ben noto effetto testimone, secondo cui all'aumentare del numero di testimoni a un evento dannoso diminuisce la probabilità che qualcuno presti aiuto, perché ognuno pensa che lo farà qualcun altro (effetto chiamato diffusione di responsabilità). Nessuno fa nulla per cambiare il disastroso stato di cose in cui ci troviamo, nonostante tutti ne siano a conoscenza, tutti contribuiscano a peggiorarlo ogni giorno e ben pochi ormai si ostinino ancora a negarlo, per via di questo subdolo meccanismo psicologico: nessuno si sente responsabile di aver causato il problema, e tutti pensano che trovare la soluzione spetti a qualcun altro (agli “esperti” o ai politici).

Anche l'azione contraria delle istituzioni politiche, da sempre impegnate a mantenere lo status quo, non è da sottovalutare. La Rivoluzione Industriale riuscì a diffondersi in tutto il mondo nel giro di pochi decenni per via della decisa azione incentivante di pochi, potenti uomini d'affari che avevano un enorme interesse a realizzarla, e dell'incessante attività inventiva di innumerevoli individui che avevano, anch'essi, un interesse personale nell'ideare una nuova invenzione o un nuovo utilizzo per un'invenzione già esistente. A rendere possibile la Rivoluzione Industriale furono, insomma, i moventi economici, che nel caso di una rivoluzione culturale sarebbero del tutto assenti (o meglio, sarebbero di tipo diverso: riguarderebbero la 
Ricchezza Lascia anziché quella Prendi, e la Ricchezza Lascia conviene alla massa, non a pochi privilegiati).
Un cambiamento simile avrebbe effetti inimmaginabili e imprevedibili (ma quasi sicuramente disastrosi) sull'economia mondiale Prendi, quindi gli uomini di potere avrebbero ogni motivo di ostacolarlo, dato che il passaggio da un'economia di Ricchezza Prendi a una di Ricchezza Lascia sarebbe per loro molto sconveniente e gli farebbe perdere ogni predominio.

Guadagnare l'attenzione dell'intera popolazione mondiale, cambiarne le erronee convinzioni più profonde e spingerla a un'azione decisa e radicale (l'unica che avrebbe un qualche effetto) prima che i danni all'ambiente diventino irreparabili, è una speranza davvero molto flebile. A oggi non si ha idea di come poter fare una cosa simile, e neanche se sia fattibile, ma è l'unica soluzione sensata dal punto di vista logico.
Finché le persone continueranno a pensare nel modo corrente, infatti, non potranno fare altro che continuare ad agire di conseguenza. Anche se ci si rende conto dell'esistenza di un problema, se non se ne individua la causa e si prova a risolverlo senza eliminarla si riesce al massimo a ottenere un effetto marginale e insufficiente, come dimostrano le nostre politiche ambientali, tuttora poco più che simboliche.
Un cambio di paradigma è ormai assolutamente necessario e la nostra unica speranza di sopravvivere come specie.

(FAQ correlate: tutte le FAQ sulla Nuova Rivoluzione Tribale.)



<--- FAQ precedente Torna all'elenco FAQ successiva --->