F.A.Q.
Domande frequenti sulle idee di Daniel Quinn

LEGGI TUTTE LE FAQ IN UN'UNICA PAGINA
 
TORNA ALL'ELENCO DELLE FAQ

 

HOMEPAGE  |  FORUM  |  CONTATTAMI



FAQ sulle soluzioni proposte dalla nostra civiltà e sui loro difetti n° 1:
Diventare vegetariani/vegani/fruttariani non risolverebbe il problema?

Secondo la dottrina vegetariana, se smettessimo di sprecare enormi quantità di cibo vegetale per nutrire gli animali da allevamento (ci vogliono circa 100 chili di vegetali per ottenere 1 chilo di carne) la fame nel mondo scomparirebbe.
Questa proposta presenta però vari problemi.

Innanzitutto, l'intera faccenda ha un carattere fortemente utopistico: convincere tutti (o almeno centinaia di milioni di persone) a rinunciare a mangiare ciò che gli piace solo perché qualcos'altro - l'ambiente, gli animali, la gente del Terzo Mondo - che considerano separato e distinto da loro possa stare meglio, è logicamente assurdo e richiederebbe che la natura umana fosse diversa - più altruista, più generosa, più lungimirante - e quindi si merita l'appellativo di "proposta utopistica".

Poi, se anche per miracolo si riuscisse in quest'impresa, né il problema ecologico né quello della fame sarebbero risolti.

In realtà l'adozione globale di una dieta vegetariana/vegana/fruttariana non solo peggiorerebbe enormemente la sovrappopolazione (molto più cibo equivale infatti a molti più esseri umani - fontecache), aggravando così quasi ogni aspetto della crisi ecologica (maggior richiesta di spazio, edifici, vestiti, prodotti tecnologici e processi industriali di ogni tipo e sempre ecologicamente devastanti), ma non risolverebbe nemmeno il problema della fame.
Come ha detto
Peter Rosset, direttore esecutivo dell'Institute for Food and Development Policy, nel suo libro "Lessons from the Green Revolution" (PDF, p. 8): “Se la storia della Rivoluzione Verde ci ha insegnato qualcosa, è che l'aumento della produzione di cibo può essere - e spesso è - accompagnato da un aumento della fame”. E' sempre stato così in passato, e aspettarsi qualcosa di diverso in futuro non ha senso.

Ma se anche il vegetarianismo/veganismo/fruttarianesimo globale avesse come risultato immediato quello di far cessare la fame, in realtà non farebbe altro che rimandare il problema. Se diventassimo tutti vegetariani/vegani/fruttariani, infatti, probabilmente avremmo abbastanza cibo per decine di miliardi di persone, questo è vero, ma la popolazione continuerebbe inarrestabilmente a crescere e, arrivati a un certo punto, il cibo comincerebbe di nuovo a scarseggiare, essendo i territori coltivabili limitati e in costante diminuzione a causa di erosione e desertificazione, e ci ritroveremmo nuovamente nella situazione in cui siamo ora (in cui molte zone del pianeta ospitano più persone di quante le risorse locali ne possano sostentare).
Cambiare dieta sarebbe solo una soluzione temporanea.

Senza contare che a quel punto la sovrappopolazione sarebbe talmente grave da causare la nostra estinzione, visto che già sette miliardi di persone sono sufficienti a causare l'estinzione di decine o centinaia di specie ogni giorno. Il numero di specie che dovremmo sterminare ogni giorno per mantenere una popolazione di decine di miliardi è impossibile da calcolare ma sarebbe sicuramente insostenibile, visto che già il numero attuale lo è.

Da una prospettiva logica risulta subito evidente che il solo e unico modo per continuare a esistere su questo pianeta indefinitamente è stabilire un equilibrio con il resto dell'ecosistema, e non certo trovare un modo per nutrire più persone. Si deve, anzi, smettere di produrre sempre più cibo e di aumentare continuamente di numero. Ridurre gradualmente la popolazione (e quindi i consumi di ogni risorsa) fino a tornare alla situazione di equilibrio precedente all'adozione dell'agricoltura totalitaria, quando per centinaia di millenni la popolazione umana è rimasta perlopiù stabile, senza aumentare né diminuire oltre limiti molto stretti, proprio come ogni altra popolazione animale esistente sul pianeta. (Dettagli)

"Ma evitare di uccidere e mangiare animali non è comunque la cosa più GIUSTA da fare?", chiederanno a questo punto molti vegetariani/vegani/fruttariani, intendendo ovviamente "giusta" dal punto di vista morale.

In risposta, Quinn ha detto chiaro e tondo in molte occasioni (1, 2, 3, 4, 5) di trovare la credenza che mangiare vegetali sia più giusto che mangiare animali del tutto priva di senso logico, di non essere interessato a discutere di morale e di trovare termini come "giusto" e "sbagliato" insensati, dato che dipendono dalle credenze personali di chi li pronuncia e non hanno fondamenti oggettivi. L'unico aspetto della questione che gli interessa è quello pratico: il vegetarianesimo, il veganesimo e il fruttarianesimo non sono una soluzione efficace al problema ecologico perché non ci permetterebbero di salvarci dall'estinzione, quindi suggerirli come rimedio non ha senso.



<--- FAQ precedente Torna all'elenco FAQ successiva --->