F.A.Q.
Domande frequenti sulle idee di Daniel Quinn

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FAQ sulla mitologia culturale n° 3:
Senza civiltà, gli esseri umani sono inermi in balìa della natura. Questo non dimostra forse che vivere civilizzati sia il modo migliore di vivere per noi e che eravamo destinati ad adottarlo, prima o poi?

Questa convinzione è molto diffusa nella nostra civiltà, ed è riassunta nella famosa frase secondo cui i primitivi avevano una vita "disgustosa, brutale e breve". Peccato che i fatti e la logica ci dicano altrimenti.

Come spiegato approfonditamente in questa risposta, la vita tribale in realtà aveva (e ha tutt'ora, dove è sopravvissuta) una qualità della vita molto superiore alla vita civilizzata, dato che forniva ai propri membri una quantità di tempo libero molto maggiore, una visione del mondo non contraddittoria e non insostenibile e una salute migliore. Senza contare i molti problemi sociali ed esistenziali da cui la nostra civiltà è afflitta ma che sono del tutto assenti nelle tribù (povertà, discriminazioni, depressione, crimine, suicidi, guerre, ecc.).
Studiosi come Desmond Morris descrivono la vita tribale come "lo stile di vita di maggior successo della storia umana", arrivando a dire che "siamo, e probabilmente lo resteremo sempre, dei semplici animali tribali, non adatti alla vita nelle supertribù moderne di milioni di membri". (D. Morris, "Lo zoo umano".)

Chi sostiene che gli umani senza civiltà siano inermi in balìa della natura, solitamente immagina un singolo umano o un gruppetto di umani civilizzati improvvisamente gettati in una giungla senza viveri, vestiti e attrezzi di alcun tipo.
Non c'è alcun dubbio che in condizioni simili la sopravvivenza di questi umani sarebbe molto dubbia, ma questo ragionamento non ha senso, se si vuole confutare l'efficacia della vita tribale, per il semplice motivo che un gruppo di umani civilizzati gettati nella giungla non sarebbe una tribù. Non avrebbe quell'insieme di conoscenze e di tecniche di sopravvivenza che costituiscono la cultura di una tribù. Sarebbe solo un gruppo di persone terrorizzate e smarrite in una pessima situazione, senza la minima idea di come procacciarsi il cibo o trovare un riparo, né di come costruire attrezzi per farlo. Questo non dimostra che le tribù siano inefficaci per gli umani più di quanto il fatto che una formica da sola sia inerme dimostri che i formicai sono inefficaci per le formiche.

Ogni popolo tribale ha un bagaglio di conoscenze (la cultura della propria tribù) che lo rende in grado di vivere comodamente nel proprio ambiente, sapendo perfettamente come sfruttare ogni specie vegetale o animale per ottenere cibo, utensili, vestiti, riparo, medicine, ecc., e come evitare i mille pericoli intorno a loro.
Basta pensarci per capirlo: se davvero i popoli tribali fossero stati inermi in balìa della natura ostile, come avrebbero potuto sopravvivere per centinaia di migliaia di anni mantenendo perlopiù una popolazione stabile (disastri naturali permettendo)?

Gli studi antropologici di queste popolazioni ci mostrano come la loro vita, lungi dall'essere disgustosa, brutale e breve, sempre al limite dell'inedia, sia in realtà rilassata, comoda e facile. Molto più della nostra. Il che appare sempre ai limiti del credibile per i membri della nostra civiltà, convinti dell'opposto senza aver mai studiato l'argomento, grazie alla nostra mitologia culturale.



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