F.A.Q.
Domande frequenti sulle idee di Daniel Quinn

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FAQ generica n° 30:
Cosa ne pensa Quinn di Ayn Rand e della sua filosofia?

La giudica "l'ultimo relitto del diciannovesimo secolo". Sebbene Rand abbia smascherato alcune delle menzogne di Madre Cultura, non ha esitato un attimo ad accettarne altre (tra cui quella fondamentale secondo cui il mondo è stato creato per l'uomo), quindi i suoi ragionamenti poggiano su basi fallaci e non possono che avere conclusioni imperfette. (Fonte)

L'anacronismo delle posizioni di Rand è ben espresso dalla sua convinzione che il libero mercato sia infallibile e si autoregoli invariabilmente (le crisi economiche avvenute nell'ultimo secolo chiedono rispettosamente di dissentire), e che il capitalismo, essendo la miglior forma di economia possibile, NON POSSA causare danni ecologici. I sostenitori della Rand sono infatti noti per essere anti-ambientalisti.

Il problema fondamentale dell'obiettivismo di Rand è che propone di adattare le persone al sistema sociale in cui vivono, anziché proporre un sistema che si adatti a come le persone sono realmente. Ayn Rand immagina che ogni capitalista sia un eroico imprenditore equo e integerrimo, l'ideale platonico dell'industriale retto e onesto che crea ricchezza e benessere per tutti, come lo sono i protagonisti dei suoi romanzi. Se tutti (o almeno la maggioranza) dei membri di un sistema capitalistico liberista fossero davvero come lei li immagina, allora il suo sistema funzionerebbe alla perfezione, certo, ma quel SE è enorme e inficia la validità dell'intera proposta, perché il mondo reale non si adatta alla sua visione.
La filosofia di Rand è utopistica, e quindi destinata a fallire. A dispetto delle sue pretese di rigido obiettivismo, il pensiero di Rand è fortemente idealista.

Rand ignora completamente i danni che la ricchezza cumulabile non può fare a meno di creare (soprusi dei più ricchi sui più poveri, corruzione impossibile da sradicare). Ignora il fatto che la ricchezza cumulabile non può che creare una società piagata da ingiustizie sociali, perché essa rende l'emergere di tali ingiustizie non solo possibile, ma desiderabile proprio per il tipo di persona maggiormente incline ad accumulare ricchezza in un sistema simile.


La filosofia della Rand ignora ogni ispirazione che il tribalismo possa offrire, e soffre quindi dello stesso etnocentrismo di chiunque altro giudichi ridicolo cercare tra "selvaggi primitivi" la risposta ai problemi della nostra civiltà, nonostante essi siano i depositari del sistema sociale umano di maggior successo mai esistito. Partendo da una prospettiva storica e sociale molto ristretta (considera solo gli ultimi due secoli di sviluppo della civiltà), è inevitabile che le sue conclusioni siano fallaci.

(Vedi la FAQ generica n° 11 per la differenza tra l'egoismo Prendi e quello tribale.)

 

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