F.A.Q.
Domande frequenti sulle idee di Daniel Quinn

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FAQ sull'agricoltura n° 6:
Se stabilizzassimo la produzione di cibo e le impedissimo di aumentare, gli abitanti delle zone più povere non comincerebbero forse a cadere come mosche?

Risposta di Quinn a questa domanda nelle sue FAQ:

"Immaginiamo di avere un'isola con un milione di abitanti.
Il mese scorso, questo milione di persone ha ricevuto 30.000 tonnellate di cibo - una quantità più che abbondante. Se questo mese ricevono altre 30.000 tonnellate di cibo, non c'è alcun motivo per cui dovrebbero cominciare a cadere come mosche, se non l'hanno fatto il mese scorso. E' vero che nasceranno dei nuovi bambini, ma è anche vero che degli adulti anziani moriranno (e dovrebbe essere notato che i neonati richiedono meno cibo degli adulti). Lo stesso dicasi se riceveranno altre 30.000 tonnellate di cibo il mese prossimo, quello dopo, e così via.


Ora immaginiamo di avere un'altra isola con un milione di abitanti.
Il mese scorso, questo milione di individui ha ricevuto solo 10.000 tonnellate di cibo - sono piuttosto affamati. Se questo mese ricevono altre 10.000 tonnellate di cibo,
non c'è alcun motivo per cui dovrebbero cominciare a cadere come mosche, se non l'hanno fatto il mese scorso. Lo stesso dicasi se riceveranno altre 10.000 tonnellate di cibo il mese prossimo, quello dopo, e così via.

Ora immaginiamo di avere un'altra isola con un milione di abitanti.
Il mese scorso, questo milione di persone ha ricevuto solo 5.000 tonnellate di cibo - sono davvero affamati, e alcuni stanno cadendo come mosche. Se questo mese ricevono altre 5.000 tonnellate di cibo, continueranno ad essere affamati, e alcuni cadranno come mosche, proprio come il mese scorso. La differenza è che, poiché la mortalità infantile sarà probabilmente alta in queste condizioni, e la natalità sarà più bassa, e molti bambini non sopravviveranno fino alla maturità, questa popolazione calerà un po'. Forse il loro numero si abbasserà a 999.500, questo mese. Se il mese prossimo riceveranno altre 5.000 tonnellate di cibo, accadrà la stessa cosa. E così via."


Quindi, se nell'ultima isola (che è nella stessa situazione delle nostre nazioni più povere) si stabilizza la disponibilità di cibo (anziché aumentarla di continuo come facciamo noi), la popolazione ha una possibilità di liberarsi dallo stato di inedia in cui si trova. Alla fine, infatti, la popolazione calerà fino a raggiungere un numero di individui abbastanza basso da poter essere sfamato senza problemi dal cibo a sua disposizione, e nessuno soffrirà più la fame. Se invece la disponibilità di cibo fosse stata aumentata, la fame non solo sarebbe continuata, ma avrebbe riguardato sempre più persone.

E' da notare che la gente non ha cominciato a morire di fame perché la disponibilità di cibo è stata stabilizzata: stava già morendo di fame. La stabilizzazione del cibo ha avuto il solo effetto di liberarli dalla fame, dopo un certo periodo di assestamento. E le morti per fame durante quel periodo di assestamento sono da imputare al fatto che in precedenza era stato reso disponibile troppo cibo a quella popolazione, il che ha fatto aumentare il suo numero oltre la capacità portante del suo territorio. Non sono state causate dalla stabilizzazione del cibo (che il problema l'ha risolto, e non creato).

(Certo, questo è un metodo di eliminazione della fame efficace ma brutale e che prevede molte morti atroci. Se si vuole evitarle, si può considerare una graduale riduzione della disponibilità di cibo, spiegata in questa risposta.)


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